Sesta sconfitta in campionato. Sesta battuta d’arresto per una Grissin Bon che assomiglia sempre più a neve al sole quando si tratta di mostrare durezza mentale e lucidità in campo.




La società è corsa ai ripari tesserando Chris Wright e lavorando su di un 4 che avrebbe potuto essere Archie se solo il Bnei Herzlyia lo avesse lasciato libero, per provare a sistemare una situazione che è seria, inutile nasconderlo.

Ecco le nostre #domandebanali:

1) Chris Wright è quello che serve a questa squadra per risolvere i problemi?
Visti gli acquisti recenti, prima di definire un giocatore “ideale” o “non adatto” aspettiamo che il campo parli. Di certo Wright ha due caratteristiche che lasciano ben sperare e ne fanno un giocatore con un senso tattico in questa squadra: ha punti nelle mani con diverse frecce al suo arco e ha l’assist nel DNA.
Perché riteniamo importanti queste caratteristiche? Perché serve disperatamente qualcuno che possa affiancarsi a Della Valle sugli esterni sia in impostazione e che debba essere rispettato dalle difese. Wright può fare quel che fa ora Della Valle e ha un 1vs1 fulmineo ma che prevede anche lo scarico; così le difese dovranno lavorare su due giocatori con caratteristiche da rispettare.




Poi sa far girare la squadra, anche se non è Teo Papaloukas in regia, intendiamoci. Quindi buona scelta, essendo anche tosto in difesa. Ora non resta che valutarlo nel contesto di questa Grissin Bon. “Avete detto niente…”, direte voi. Avete ragione.

2) Con un “4” la Grissin Bon può svoltare?
Beh, speriamo! Di certo ieri contro Brescia si sono visti segnali di risveglio da Julian Wright e questa non può che essere una buona notizia. Siamo curiosi di vedere il nuovo assetto biancorosso, perché – non lo neghiamo – ci piacerebbe vedere una squadra con lo stesso Wright da “5”, come base, e un’ala forte atletica, con punti nelle mani all’occorrenza ma con verticalità e atletismo sotto le plance. Si cercava Archie? Era un buon innesto, concettualmente. C. Wright, Della Valle, Markoishvili, (un Archie), J. Wright è un quintetto intenso, che difende, che è imprevedibile e che costringe le difese a fare tanti adattamenti per caratteristiche tecniche. Poi riteniamo che uno di questi problemi sia l’avere Wright assieme a Reynolds in campo, perché il centro di Detroit è un giocatore particolare e l’anarchia di J. Wright in attacco (in senso di zone battute e ritmo offensivo), probabilmente gli toglie anche qualche sicurezza. Di certo oggi Reynolds è un problema. Uno dei tanti. Che forse qualche numero roboante nasconde, ma che è ben presente.