Tre sciocchezze enormi di chi, invece, dovrebbe essere un leader e un cammino in Coppa ora molto duro: ecco le nostre #domandebanali.

Sconfitta amara, amarissima. Certe occasioni non vanno sprecate. A maggior ragione quando la tua stagione è iniziata con due stampelle ma avevi la grande occasione di arrivare a gennaio senza quasi averne sentito il contraccolpo superando il girone di EuroCup e semmai trovandosi a metà classifica in Italia.





La Grissin Bon che ha perso in casa contro il Lietkabelis ieri sera, compromettendo il passaggio del turno in Europa, ha tirato un calcione ben assestato al famigerato secchio del latte di coach Nikolic. Partita vinta (o ben indirizzata, per lo meno) in tre occasioni e persa per errori pacchiani, macroscopici.

Ecco le #domandebanali che ci siamo posti nel day-after

1) Julian Wright è un plus o un minus di questa squadra?

Risposta complicata, che richiederebbe ore. Premesse: di certo è un fenomeno. E’ un pasticcione. Ha momenti di onnipotenza. A volte ti verrebbe voglia di mandarlo a farsi la doccia. Può essere il più grande plus di questa Grissin Bon. A oggi, almeno, sta giocando con troppa superficialità. Questo il doveroso incipit. La ragione, poi, dice una cosa: che Wright è questo da sempre, come ritmo, ma non è sempre stato questo come scelte fatte. Il fallo a 6.5″ dal termine, ieri sera, è roba da disperarsi per ore. Ma ci concentriamo su altre due scelte, fatte poco prima: il tiro a 35″ dalla fine dalla linea dei liberi, con ancora diversi secondi sul cronometro dei 24, e l’azione che lo ha portato in lunetta – con relativo 0/2 – altra scelta scriteriata per qualità del tiro (un finger roll di sinistro con leggerezza e poca convinzione).

Queste sono le due scelte peggiori assieme al fallo. E poi attenzione: se avesse perso a Venezia, Reggio, avremmo analizzato con maggior attenzione chi ha perso il proprio uomo sul rimbalzo post 0/2 di Peric dai liberi e chi ha perso lo stesso croato sulla rimessa successiva. Sempre Wright. Questo non è un processo sommario, è una considerazione amara. “JuJu” sta disputando una stagione sottotono dove spicca la sua poca razionalità e il suo scarso controllo sulla gara, sul suo ritmo. E già Wright ha un ritmo tutto suo, se tutti vedono che è fuori ritmo, beh, vuoi dire che è lo è davvero. Il “carico da undici” di questa Grissin Bon deve alzare il livello delle sue prestazioni. Molto velocemente, anche.




2) EuroCup, situazione compromessa?

Sì. Inutile girarci intorno. Si va a Gerusalemme e arriva una schiacciasassi come il Bayern. Serve almeno un successo per sperare nel passaggio come 4° del girone (salvo tracolli di Buducnost e Lietkabelis): un Everest da scalare. In più, nella classifica avulsa in caso di arrivo in parità, la Grissin Bon si trova sotto con il Buducnost (1-1 ma differenza canestri negativa), sotto con il Galatasaray (vedi sopra), sopra con il Lietkabelis (1-1 ma differenza a favore) e a oggi sotto con l’Hapoel (0-1 con sfida in Israele ancora da giocare). Il tutto – sembrerà paradossale ma è così – per tre tiri singoli episodi: tiro contro il Buducnost a Reggio per ribaltare il confronto diretto, tiro del possibile OT contro l’Hapoel sempre al Bigi e ieri sera. Dettagli. Sono la chiave.