Tre numeri, tre dati, della gara di ieri e non solo. Reggio a Lione dimostra di attraversare un periodo difficile seppur abbia tenuto l’Asvel a quota 68 punti in casa propria (squadra da 87.5 di media).

Punteggio da salvare, se non altro per lo scarto ridotto in ottica di differenza canestri e confronto diretto con l’Asvel, gara insufficiente – però – per Reggio, che gioca sì contro una squadra reduce da cinque successi nelle ultime sei gare (KO solo con l’Unics dopo un supplementare) e che mai ha perso, in questa stagione, all’Astroballe, ma pare contratta e poco lucida nel momento in cui la gara poteva essere instradata su un buon binario.


La reazione finale è stata positiva, ha aumentato i rammarici ma ha mostrato una Grissin Bon coriacea e volitiva. Resta però una parte centrale di gara dove le individualità hanno tradito i biancorossi, ad eccezione delle solite buone note e di un Nevels tornato a discreti ritmi.

Ecco gli #Analytics della gara contro i francesi di ieri sera.

36.4, 25.9: sono le percentuali da 2 e da 3 punti per Reggio ieri. Vero, l’Asvel è squadra tosta, fisica, con giocatori che pensi di aver battuto ma che ti ritrovi a stopparti il tiro, ma questa Grissin Bon, che ha scelto di non essere troppo perimetrale ieri per far lavorare maggiormente la difesa francese, ha comunque pagato dazio in questo aspetto del gioco. E la costante della scarsa percentuale da 3 punti sta diventano un leit-motiv che preoccupa. Perché? Il motivo lo abbiamo analizzato già in una recente puntata di #Analytics: Reggio dipende dal suo tiro da 3 punti, ne trae energia, ritmo e intensità. Posto che quando perdi di 4 punti con la palla del -1 in mano poco prima, gli episodi per cui rammaricarsi sono metà di mille.

5/28: sono i tiri segnati e tentati dai lunghi reggiani ieri sera. Julian Wright 1/12 (…che brutta gara per “il barba” a livello di letture e di “pace”), 4/12 di Reynolds e 0/4 White. La scelta dello staff reggiano è stata quella di non far correre una squadra che se si esalta in transizione primaria di uccide e rischia di segnarti 100 punti. Andare sotto canestro può muovere l’attacco (post, ripost, attacchi fronte e spalle a canestro), far lavorare la difesa (che ha dimostrato di avere passaggi a vuoto) e rallentare il ritmo.



Entrando in questo mood però Reggio ha trovato un Asvel preparato a sfidare gli avversari su quel terreno, con Kaba (1996), Harper, Noua (1997) e Watkins che hanno alterato traiettorie di tiro continuamente. E questo nelle statistiche non ci è finito, ma Reggio ha faticato da morire lì dove voleva andare. Poi, ripetiamo, bastava un canestro in più e un “2+1” in meno e parleremmo di altro.

14, 24: sono i minuti di Chris Wright e Pedro Llompart sul parquet ieri sera. 14 e 23 erano stati contro il Bayern, 24 e 16 contro il Limoges (ma è la gara dei 6 assist illuminanti dello spagnolo e gara in ghiaccio al 25′). Quindi? Quindi quando sono a disposizione entrambi la scelta cade su Llompart, è evidente. Wright ieri sera ha fatto quasi peggio della gara contro Brindisi – ed è tutto dire -, e con il maiorchino la Grissin Bon, di riffa o di raffa, produce buone cose. Primo quarto e finale della gara di ieri sono un segnale che comunque qualcosa di buono Reggio fa con in campo Llompart. Giriamoci intorno finché vogliamo, ma lui serve a Reggio più di Wright, per questo gioco, questo sistema e questi uomini. E lo staff lo dimostra con i minutaggi.