La Grissin Bon ci crede, lotta, mette alle strette lo Zenit nel primo tempo, poi subisce la veemente reazione dei russi, che trovano ritmo e punti, piazzando un paio di spallate che decidono il match. 1-1 e tutti in via Guasco per la “bella” che si disputerà mercoledì.



Gara2 tra la formazione di Karesev e quella di coach Menetti potrebbe riassumersi così. Merito ai padroni di casa ma applausi alla Grissin Bon, che fa quanto in suo potere per provare ad arginare la marea biancoblù ma non trova quegli stop difensivi che l’avevano fatta trionfare in gara1.

Nei nostri #Analyitics, diamo la consueta lettura in chiave numerica del match di ieri.

56: i punti realizzati dallo Zenit nel secondo tempo. 29 nel terzo quarto, 27 nell’ultimo parziale. Ritmo alto e canestri di talento. Questo è il terreno buono dei russi, che nella gara di via Guasco la Grissin Bon era stata bravissima a non fargli mai trovare. Ieri, invece, un paio di cesti di quelli trovati, di polpastrelli, di Voronov e Kuric soprattutto, hanno “rotto la diga” e i padroni di casa hanno poi preso fiducia. Eppure fino al 64 pari con i liberi di Reynolds, Reggio è stata in gara, eccome se c’è stata. Mettiamoci anche un paio (forse tre…) fischiate decisamente zelanti o semplicemente sbagliate (perché va detto, quando è così, senza drammi o processi) e la gara ha preso la strada dei russi.

10, 3: sono le palle perse dallo Zenit ieri sera, totali e nel secondo tempo. Un dato importante, a nostro avviso, che spiega molto bene quanto siano stati razionali i russi, pur giocando a ritmo elevato, con Griffin e Reynolds sempre pronti a spingere su canestro subito o su rimbalzo catturato. 10 ai ritmi a cui gioca la squadra di coach Karasev sono una chiave. 3 soltanto, quando generi un break ad altrettanti alti ritmi sono un dato fantastico.



Reggio dovrà, in gara3, essere brava a lavorare come ha fatto nel primo tempo di ieri e in gara1. E infatti non è un caso che 4 di queste palle perse siano arrivate nel primo quarto, quando la difesa biancorossa lavorava ad alta concentrazione e attività. Lo Zenit va fatto andare fuori ritmo. Se accade è capace di incartarsi da solo, ma se trova ritmo è una macchina infernale di talento.

4500: sono gli spettatori che ci aspettiamo al Bigi mercoledì. Lasciamo da parte, per una volta, i freddi numeri del match di ieri dove lo Zenit ha vinto con merito. Vogliamo diventare un filo demagogici, ce lo perdonerete. Mercoledì è la gara più importante della recente storia reggiana e il PalaBigi deve essere davvero un catino che ribolle di entusiasmo e calore.
E ve lo diciamo con tanta speranza di sbagliarci, ma in un’annata dove il portafoglio doveva prendere il sopravvento sulla passione, essere arrivati fino alla bella dei quarti col match ball in casa è qualcosa di grande, che non sappiamo se sia possibile si possa ripetere a breve, a mano che qualcuno non arrivi a dare una mano al patron Stefano Landi, che ha lanciato la richiesta di aiuto da tempo ma che per ora è rimasta inascoltata.
E allora, la città deve giocarsi questa grande opportunità senza perdere l’occasione di poter star vicina alla squadra, riempiendo il PalaBigi.