Terza gara in fotocopia per la Grissin Bon, che con una rotazione di sette soli uomini, affonda a Masnago, risorge, gioca una gara con animus pugnandi e voglia, poi paga la rincorsa e si ferma nel momento di dare la spalata decisiva.



Ora serve un mezzo miracolo per la post season, che in tanti danno già una chimera ma che fino all’aritmetica non può essere messa nel cassetto. Cinque gare per recuperare 8 punti: sarebbe una vera storia da raccontare ai nipoti, in caso accadesse.

Ma analizziamo la gara di ieri con i numeri, nei nostri #Analytics.

11, +2: sono gli assist e il +/- di Pedro Llompart. Due dati chiave. Il primo perché mette nero su bianco qualcosa di palese, ovvero che questa Grissin Bon – vieppiù ora in queste condizioni di roster – ha un senso tattico con lo spagnolo al timone. Basta guardare l’apporto di Julian Wright con Llompart, che aumenta esponenzialmente. Basta guardare il timinig con cui vengono effettuate certe letture, i ribaltamenti di lato. Tutte cose che muovono la difesa, creano vantaggi all’attacco, mettono in condizioni di segnare. Lungi da noi volerci accanire contro Chris Wright, ma forse è il momento di lasciare da parte il pedigree e l’idea iniziale e di affidarsi a quel che dice il campo: Llompart è il play di questa squadra. Wright (Chris) ieri, messo in condizione di essere finanziatore sfruttando le sue caratteristiche e non costringendolo a pensare, ha realizzato tanto ed è stato utile. Nel primo quarto e nel finale, autoinsignitosi di oneri di go-to-guy, ha fatto danni come la grandine. La “Messa” è finita, andate in pace. Non ci ripeteremo più perché non siamo lo staff tecnico né vogliamo diventare noiosi e ridondanti.


49, 14: sono i punti segnati da Reggio nei quarti centrali (2° e 3° parziale) e nel quarto finale. Dati che hanno seguito un 10, vale a dire i punti messi a referto nel primo quarto. Fotocopia delle gare contro Brescia e Venezia. Con rotazioni a 7 – vi diremo – una flessione è anche accettabile nel finale, soprattutto a Masnago. Il problema è lo sforzo che profonde la Grissin Bon per mettere una toppa al buco che si genera nel primo parziale. E alla fine conta, eccome se conta. E già è dura recuperare 10, 15, 20 punti con un roster al completo, se poi giochi in 7 allora diventa un Everest. E infatti la squadra di coach Menetti ieri ha giocato due grandi quarti centrali, un non buono quarto parziale ma è il primo che ti condanna, che ti resta addosso, che ti toglie ossigeno al cervello quando conta. L’approccio di ieri è stato da Summer League e questo non può avvenire. E sapete cos’è quel che fa maggior rabbia? Sono i quarti successivi, dove i biancorossi mostrano tante cose positive, su ambo i lati del campo, seppur dentro i loro limiti. E tre indizi fanno una prova…

10: sono i punti che restano a disposizione a Reggio da qui alla fine della stagione. 6 sono quelli che distanziano la formazione biancorosso dalla soglia playoff. Serve un miracolo, senza troppi commenti ulteriori.