BACKDOOR | 10 domande 10 è la nuova rubrica di Basketime che ci permetterà di portarvi ancora più all’interno del mondo Pallacanestro Reggiana. Dieci domande che spaziano un po’ dappertutto e che sono tenute insieme, manco a dirlo, dalla pallacanestro nel ruolo speciale di filo conduttore.

Inauguriamo questa serie di appuntamenti con uno dei volti più “freschi” della truppa di coach Devis Cagnardi ovvero il playmaker classe 1997 Leonardo Candi, 190 cm di bolognese purosangue con la Fortitudo nel cuore.

1. Primo contatto con il basket: ricordi a che età e in che modo è avvenuto?
“Da giocatore, verso i tre anni, ho iniziato con il baby basket alla Fortitudo; come spettatore non ricordo a che età ma furono ovviamente babbo e mamma a portarmi al PalaDozza, rigorosamente in Fossa dei Leoni (lo storico gruppo del tifo caldo della Fortitudo, n.d.r.) anche se, data la mia giovane età, in zona più tranquilla rispetto al cuore pulsante della curva.”

2. Vincete una partita: cosa fai dopo il match? E se invece perdete?
“Dopo una partita, che si vinca o che si perda, vado sempre a cena con la mia ragazza Beatrice e con i miei genitori. Ovviamente l’umore è diverso a seconda dell’esito della gara, ma questa piacevole routine non si cambia.”

3. Se fossi un capo ultras che coro ti dedicheresti?
“Sono sempre stato abituato al coro che mi dedicava la Fossa “Olé, olé olé oleeé Candiii Candiii” [canta]. Come si suol dire i primi amori non si scordano mai, quindi rimango fedele a quello. Anche se a Reggio ancora non me lo hanno ancora cantato…”

4. La tua personale “Top 3” di momenti cestistici da giocatore o da spettatore?
“Questa è davvero una bella domanda, non ci avevo mai pensato…allora: medaglia di bronzo per la promozione dalla DNB alla Legadue con la Fortitudo, medaglia d’argento a pari merito per l’ultimo canestro al PalaDozza da giocatore della Fortitudo nei playoff contro Trieste e la vittoria al Bigi contro lo Zenit San Pietroburgo nei quarti di Finale di Eurocup della scorsa stagione; medaglia d’oro per l’esordio in Nazionale maggiore di questa estate contro la Germania unitamente a tutto il ritiro che è stato magnifico.”

5. Il tuo sogno cestistico?
“Vincere l’Eurolega, perché bisogna sempre pensare in grande! Magari facendolo qui a Reggio perché sicuramente sarebbe un avvenimento ancora più clamoroso ed eclatante rispetto che in altre squadre.”


6. Se non avessi giocato a basket adesso staremmo parlando con un…?
Partiamo dal presupposto che il basket è sempre stata la mia passione sia prima che adesso che è diventata il mio lavoro, ma dato che non bisogna dare nulla per scontato nella vita, dico che mi vedrei bene come imprenditore commerciale o comunque in un ruolo in ambito aziendale. Se no, al massimo, stareste parlando con un folle appassionato di Lego…”

7. Una tua passione extrabasket nascosta?
“I giochi, come i già citati Lego, che mi piacciono moltissimo, ma soprattutto le macchinine radiocomandate, non quelle semplici per bambini ma quelle più professionali. Sto anche cercando di organizzarmi per trovare una pista dove poterle far correre. Inoltre mi piacciono anche tutti gli sport che non siano il basket soprattutto quando posso avere la possibilità di provare a praticarli e apprenderne di nuovi.”

8. Trip, abitudine, hobby del momento?
“Ribadisco, senza alcun dubbio: le macchinine radiocomandate!”

9. Raccontaci il tuo giorno di riposo ideale?
“Non esiste una giornata di riposo ideale ma appena ho del tempo libero le mie priorità sono la fidanzata e la famiglia, indifferentemente facendoli venire qua a Reggio o andando io da loro.”

10. Hai la possibilità di esprimere un desiderio: cosa chiederesti?
“La felicità per me e per tutte le persone a me vicine e alle quali voglio bene, la possibilità di realizzare i miei sogni oltre alla salute che preservi i miei cari e permetta a me di continuare a giocare a questo meraviglioso sport.”