Cade la Grissin Bon in casa con Trento dopo due vittorie consecutive dimostrando che la luce in fondo al tunnel non è ancora così vivida come qualcuno si auspicava. A peggiorare la situazione ci si mettono anche la Fiat Torino, che batte a domicilio un’opaca Openjobmetis Varese, e la OriOra Pistoia, corsara al PalaDozza nel giorno dell’esordio di coach Moretti al cospetto di una Virtus svuotata dalla conquista delle Final Four di Champions League. E domenica prossima, con Reggio impegnata sul difficilissimo campo di Trieste, andrà in scena Pistoia-Torino.


La Grissin Bon approccia la gara con poca lucidità e idee confuse, perde palloni a ripetizione e soffre tremendamente i gomiti spigolosi di Dustin Hogue e compagni. Reggio insegue Trento per tutta la gara, commettendo il madornale errore di adeguarsi al ritmo compassato della truppa di coach Buscaglia che alla distanza schianta con la propria enorme fisicità una Reggiana che non ha mai dato l’idea di poter riacciuffare la partita.
Nei consueti Analytics post match, ecco i nostri tre numeri della vittoria di ieri contro la Dolomiti Energia Trento.

42 (84), 40 (86): sono i punti e la valutazione totale del duo Marble-Hogue rispetto al totale della squadra. La coppia di mori trentini ha azzannato per la gola la Grissin Bon ogni qualvolta i biancorossi hanno provato a rifarsi sotto. Esattamente come all’andata, il pivot prima e l’esterno poi sono stati i mattatori della vittoria bianconera che hanno dimostrato come Reggio (sia quest’anno che per storia in generale) faccia una fatica tremenda ad arginare lo strapotere fisico di Trento che questa gara l’ha condotta dal primo al quarantesimo senza grossissimi patemi.


6: il numero di maglia di Michael Dixon. Il play USA è stato ingabbiato alla perfezione dal duo Craft-Forray che lo ha costretto a scelte forzate, concluse spesso con una palla persa (4 alla fine), e a rallentare drasticamente il ritmo. Quando Reggio è costretta a ragionare è tutta un’altra squadra e poco importa se tanti tiri sbagliati sono stati ben costruiti, il basket è un gioco di ritmo e Trento lo ha completamente tolto alla Grissin Bon annullando di fatto il metronomo Dixon. Chapeau a coach Buscaglia.

84: i punti subiti da Reggio. Tanti. Tantissimi. Soprattutto quando davanti hai una squadra che tende a farti giocare male. In una gara del genere sarebbe servita una retroguardia più attenta e qualche stop difensivo importante. Ciò non è avvenuto praticamente mai, alcuni singoli biancorossi hanno commesso errori difensivi da matita rossa e più in generale Trento nei momenti caldi ha praticamente sempre fatto canestro. Emblematici i due canestro più fallo consecutivi (in meno di un minuto) concessi ai trentini in avvio di ultimo quarto che hanno ricacciato Reggio da -4 a -9. Giocate che hanno capovolto l’inerzia e indirizzato definitivamente la gara verso la Dolomiti Energia.