Due gare al redde rationem. Due gare – e speriamo meno – al momento in cui questa scellerata stagione terminerà e si arriverà al verdetto tanto agognato.
La Grissin Bon perde anche al Taliercio, pur giocando una gara tosta, fatta di strattoni ma nettamente più di sacrificio rispetto alle ultime.


Poco conta, da diverse settimane a questa parte: questa squadra ha vissuto in altalena emotiva tutta la stagione, con prestazioni positive che hanno seguito quelle sconfortanti e viceversa. Senza motivo apparente, se non la totale incertezza tecnica.

Ecco gli Analytics del match di ieri sera:

2: le gare che mancano al termine di questa drammatica stagione. Pistoia ha perso contro Cantù e non vi nascondiamo che questa gara spaventava molto. Ora andrà a Varese, che vincendo contro Pesaro (bene anche questo, in tempo di carestia…) tiene viva la propria corsa playoff e domenica contro l’Oriora dovrà vincere a tutti i costi. Se Pistoia perderà, Reggio sarà salva. Indipendentemente dal risultato dei biancorossi a Pesaro. Eh si, siamo molto più concentrati sui risultati altrui rispetto alle possibilità di Reggio di vincere un match. Sarà, ma gli schiaffoni presi ovunque o quasi in giro per l’Italia in questa stagione, rendono più inclini a sperare nelle disgrazie altrui che a essere fautori della propria fortuna.
Poi, se arriverà la vittoria a Pesaro e la salvezza, sarà un po’ più bello. Ah, un’altra cosa: se salvezza sarà, saremo felici. Bando a quelli che hanno la puzza sotto al naso e pensano che non sia onorevole una salvezza così. Dopo anni di vessazioni, da Simon, a Lorbek, all’esclusione all’Eurocup, non penserete davvero che sia il salvarsi per sconfitte altrui il vero disonore eh? Per cortesia, non scherziamo.

5: le azioni consecutive di Michael Dixon di ieri, nel quarto quarto, che si sono concluse con palle perse o errori banali. Abbiamo la netta sensazione di essere di fronte al “miglior-peggior playmaker” che recentemente sia passato da via Guasco. Tre indizi, o forse anche di più, fanno una prova: ogni momento chiave del match ha avuto, nelle ultime quattro gare almeno, una cornice di palle perse di Dixon, di sciocchezze gravi, di gestioni scellerate.


Se si accende e viaggia alla sua velocità (l’unica che ha) è un discreto giocatore, ma se deve leggere il match e restare lucido, commette disastri in serie. Nel quarto parziale del Taliercio è sua la mano principale che condanna Reggio, perché se andiamo a rivedere la gara, nel possesso che poteva girare l’inerzia c’è un suo errore. Amen, non è sicuramente IL problema ma è UN ALTRO errore.

9: il numero di un Pablo Aguilar che si sta via via spegnendo assieme alla stagione. Quel problema al piede lo condiziona, tanto, ma il lottatore che avevamo imparato a conoscere nel suo inizio di esperienza reggiana è ormai un lontano ricordo. A rimbalzo è l’unico che prova a fare qualcosa in un reparto che anche ieri è stato infilzato come un tordo dal centro di turno (e ormai sarà la decima volta o più in stagione), ma in attacco è un “3” che sa fare male se la squadra crea un tiro piedi per terra dall’arco, sennò si nasconde nelle pieghe del gioco.
Lui è lo specchio di questa stagione: anche un buon giocatore, di sacrificio e voglia, si è progressivamente spento. Peccato perché la sensazione è che questa squadra potesse trarre ossigeno puro da uno così, ma lo ha sostanzialmente stritolato e inglobato.