E’ finita, finalmente. Tutti, dentro di sé, hanno pensato a questo, sulla sirena di fine gara alla Vitrifrigo di ieri sera. Una stagione in altalena, con molti più bassi rispetto ai pochi e sporadici alti, fatta di errori a cui sono stati aggiunti altri errori, a volte ancor più marchiani.



Ma è finita. E questo conta. Il campo non mente mai ed il giudice supremo ha detto che la formazione biancorossa ha vinto in trasferta contro le due avversarie dirette, Pistoia e Pesaro, ottenendo una meritata salvezza.

Ora si chiuderà la stagione, domenica prossima contro una Cremona che non ha più nulla da chiedere al campionato, in quanto già aritmeticamente 2°, poi sarà il momento delle valutazioni. Ineluttabili e necessarie.

Intanto, però, godiamoci questa salvezza, perché è giusto così. Almeno per una settimana.
Ecco i nostri Analytics del match di ieri a Pesaro.


123: la valutazione della Grissin Bon ieri. A un certo punto, circa a 5′ dalla fine, era 115 a 26. La differenza tra le due squadre può essere sintetizzata così. Difesa aggressiva sugli esterni, controllo discreto dei tabelloni nonostante l’assenza di un lungo puro come Cervi che contro Mockevicius sarebbe stato utile eccome, viste le caratteristiche, e buon cinismo in attacco.
Reggio ha approcciato il match come meglio non poteva, facendo uscire di gara la Vuelle e il pubblico, che ha iniziato a contestare la squadra dopo 7′ di primo quarto. Bravo Pillastrini, brava la squadra, anche a reagire bene al tentativo di rientro di Pesaro nel terzo quarto, con un 8-0 firmato da McCree.

19: sono i punti di Mussini e Gaspardo all’intervallo, sui 49 della squadra. Perché prendiamo a riferimento questo dato? Perché le salvezze si ottengono proprio così: un giocatore che ha faticato tutta l’annata che sale al proscenio e ti dà quella carica di atletismo e garra che serve a inizio match, l’ala, e un reggiano doc che veniva da un’annata devastante per la sua crescita, che è tornato, ha accettato la sfida e il ruolo nuovo, guadagnandosi minuti e spazio con i fatti.
Mussini è l’emblema di questa stagione: la mentalità per salvarsi è quella del Musso, uno dei migliori, parametrato al ruolo che ha avuto e alle aspettative, di questa sciagurata annata. Ieri prestazione maiuscola per entrambi, nonostante i minuti giocati possano sembrare pochi. Altroché. In quello spazio hanno instradato il successo reggiano, poi cesellato da altri protagonisti.


29: le partite che ci ha messo questa squadra per chiudere un capitolo tra i più scuri della recente storia. Quattro roster assemblati, mai una squadra vera. Che però – quasi per magia – nelle gare che doveva vincere ha sempre ottenuto il bottino pieno, in questo finale di stagione. Ma gli errori restano e dopo la giusta dose di tranquillità in questa settimana, è giusto sedersi attorno a un tavolo e valutare ogni cosa, con logica e senza l’ebrezza del risultato ottenuto, ma con la razionalità del percorso che ha portato a questo. La stagione è stata estremamente negativa, con un finale zuccherato.
Entrambi sono dati di fatto, ma dai mille errori di questa annata occorre dimostrare di avere imparato già dal 13 di maggio. Perché se si è bravi, queste annate sciagurate possono portare a qualcosa nella stagione successiva, ma se non si risponde “presente” si da subito, l’agonia è una bestia che ti presenta il conto in men che non si dica.