E’ stato presentato questa mattina, nella sede della società biancorossa in via Martiri della Bettola, Luca Infante.
Un “2.0” per l’ex capitano della squadra reggiana, che torna in quella che lui stesso ha definito una “casa”.
Alla presenza del vice presidente Ivan Paterlini e il DS Alessandro Frosini, il centro della squadra di Buscaglia sembra davvero non aver mai lasciato questi ambienti.




IVAN PATERLINI
«Siamo tutti felici del ritorno di un grande uomo – dichiara Paterlini – che darà grande soddisfazione al nostro pubblico perché quel che darà quando giocherà sarà il 120% e anche coach Buscaglia sono certo che rimarrà certamente stupito»

ALESSANDRO FROSINI
«Inserire Luca Infante nel nostro organico è un valore aggiunto; ha tanta esperienza costruita in tanti anni di carriera, giocando tutte le categorie e conoscendo le dinamiche del gioco e dello spogliatoio. Era questo che cercavamo: un veterano che potesse inserirsi come “uomo società, uomo coach” che si allena duramente anche se sa che avrà poco spazio e che farà in campo quelle cose di esperienza che non si vedono ma servono. Avevamo bisogno di persone vere e Luca è questo. Bentornato a Reggio dopo 9 anni
Mercato? Stiamo seguendo diversi giocatori, ma non abbiamo l’assillo di firmarlo a breve. L’obiettivo è essere pronti per il 24 settembre, che non vuole dire firmarlo il 20, vuole dire solo che non c’è questa urgenza di prendere il primo che capita. Saranno giocatori di esperienza europea, se possibile italiana che completino i reparti».

LUCA INFANTE
«Volevo ringraziare la società, lo staff, perché hanno creduto in me anche a 37 anni. Mi sono messo a disposizione e l’ho detto anche a coach Buscaglia: sono qui per far capire a chi sarà qui la vera identità di Pallacanestro Reggiana. Negli ultimi anni ci sono stati grandissimi risultati, alternati a momenti di difficoltà che sono normali. Si deve ripartire dallo spirito di sacrificio e dell’unità di intenti, tra tutti, pubblico compreso.



La squadra? Sta nascendo una bella squadra di uomini, prim’ancora che di giocatori: le figurine non fanno una squadra. Ma le chiacchiere sono la cosa meno importante, bisogna lavorare, lavorare e lavorare.
Bisogna andare in campo e divertirsi, ricreando quell’entusiasmo che ora è un po’ scemato. Vincere è la chiave, ma divertirsi e creare l’ambiente è altrettanto fondamentale.
Io e Poeta siamo i “capi spogliatoio”? Mah, la cosa mi gratifica perché siamo amici da anni, ma questo significa che sono vecchio. Scherzi a parte, sicuramente con Peppe c’è un grande rapporto e cercheremo di ricreare il clima giusto».