Al 14° posto nella Starting grid di Basketime, troviamo la Virtus Roma, neo promossa e che si riaffaccia alla LBA dopo qualche stagione di purgatorio.

Dopo un’annata vissuta sempre in testa al girone Ovest di A2, è arrivata la promozione senza passare dai playoff. Di quella squadra non è rimasto quasi nulla.

La Virtus Roma torna nella massima serie e allestisce un roster con due punti cardine e diverse scommesse, per provare a restare tra i grandi, anche se – almeno sulla carta – ci sarà da lottare con un gruppetto di almeno 4-5 squadre.



Squadra: VIRTUS ROMA
BT GRID: 4° FILA – 14° POSTO
Roster: Jerome Dyson (play), Tommaso Baldasso (play), William Farley (guardia), Roberto Rullo (guardia), Giovanni Spinosa (guardia), Tomas Kyzlink (guardia/ala), William Buford (ala), Michael Moore (ala), Amar Alibegovic (ala/ala forte), Giovanni Pini (ala forte/centro), Kevin Cusenza (ala forte/centro), Davon Jefferson (centro)
Quintetto: Dyson, Farley, Buford, Moore, Jefferson
Coach: Piero Bucchi (conf.)
La Stella: Jerome Dyson
Possibile Sorpresa: Will Buford



Strenght: Coach Piero Bucchi, senza ombra di dubbio. Con l’asse play-pivot tanto cara ai sofisti del basket anni ’80 che sicuramente è di qualità. Dyson non ha bisogno di presentazioni, anche se nelle ultime stagioni ha accusato qualche problema fisico di troppo, mette Jefferson è stato il miglior centro dello scorso campionato a Cantù. Questo trio sarò la pietra angolare della Virtus, con l’entusiasmo di giocatori come Alibegovic dalla panca e la speranza che Buford (reduce da un buon campionato in Grecia) e Farley possano dare il loro contributo. L’ex reggiano Pini garantirà quella identità da lottatore che dovrà contagiare tutta la squadra per provare a condurre in porto una salvezza tranquilla.



Weaknesess: rivoluzionare una squadra che è stata promossa dalla A2 non è mai una scelta ottimale, visto che i fatti dicono che mantenere l’ossatura nell’anno del salto di categoria paga sempre. Di certo, come tante squadre in quelle zone di classifica, occorrerà vincere alcune scommesse e sperare che Dyson sia il Dyson di 2-3 anni or sono. Jefferson è il big man, ma dietro di lui c’è il rischio vi sia poca pericolosità offensiva. Rullo e Kyzlink dovranno dare più del loro massimo per dare una spinta ulteriore durante le rotazioni, per una squadra che nelle amichevoli fino a ora disputate ha dimostrato momenti di grande entusiasmo ad altri di profonde problematiche difensive e offensive, mischiate a una fisicità che non sempre resta al massimo. Ma è pur sempre pre-season.