Diciamo la verità: ci aspettavamo tutti qualcosa. Cosa? Sicuramente sognavamo il successo, ma anche una sconfitta di quelle post sfida epica sarebbe andata quasi bene.



E allora perché questa delusione post sconfitta? In realtà non è giustificata, perché la Virtus oggi è la squadra più forte del torneo, con due spanne sulle altre, le ha vinte tutte, esprime un gioco vero, tosto, da squadra vincente.
Però l’aria che si è respirata in città in questa settimana aveva caricato un po’ tutti, forse più delle reali speranze che il campo ha – come sempre – reso una sentenza.
E allora forse, piuttosto che nei numeri, questa sconfitta di 20 lunghezze con la Virtus proviamo a riassumerla a concetti, a flash.



QUESTIONE TECNICA
Reggio voleva giocare a ritmi alti, per evitare di rendere soffocante la difesa virtussina. Ce l’ha fatta? No. C’ha provato, pronti via, ma non è il suo ritmo, non ha ancora nel DNA il concetto di “provare a giocare un basket che ancora non sente suo”. Reggio prova a correre, spesso, ma non sempre lo fa con costrutto. Ecco, contro i bolognesi ha provato a forzare la cosa, trovandosi spesso a prendersi il primo tiro disponibile, mostrando ansia e fretta, trovando poca lucidità.
In più la squadra di Djordjevic ha tolto subito il pick&roll ai reggiani e oggi questa Grissin Bon fatica a costruirsi un “piano B”: quando l’A non funziona, dietro c’è ancora della nebbia. Il risultato: palle perse, tiri forzati, tiri aperti ma fuori ritmo, quindi sbagliati. Poco male, è la 7° giornata, si crescerà e si costruirà. Ma la Virtus oggi ha un testa, una taglia fisica, una lucidità che ti stritola e ti manda fuori ritmo, se non giochi la gara perfetta. E Reggio crediamo che non abbia giocato come voleva.

QUESTIONE DI ASPETTATIVE
L’abbiamo detto nell’incipit: forse attorno a questa gara si è creato un clima di sfida alla pari che la realtà non supportava già a priori. Questo ha generato ansia nella squadra in campo, aspettativa nei tifosi (e aspettativa non rispettata uguale delusione) e ora un non giustificato “gettare bambino e acqua sporca”. La Virtus è più forte, lo ha detto il campo e lo diceva anche la carta prima. Serviva la gara perfetta per provare a giocarsela ma queste due formazioni giocheranno probabilmente fino alla fine per due obiettivi completamente differenti. Ora lo sappiamo, lo abbiamo provato sulla nostra pelle. Si va avanti senza alcun problema o ribaltamento della tabella di marcia



FUTURO
Cosa cambia questa sconfitta per Reggio? Nulla, zero, niente. Da lavorare c’era prima, da lavorare c’è adesso. Paradossalmente con il mirino ancor meglio puntato. Contava 2 se si fosse vinto, conta 2 punti in meno ora che si è perso. C’era la componente emotiva e di carica, ma amen.

SINGOLI
Due assunti: da Mekel, chi scrive, si aspettava qualcosa in più come leadership e presenza mentale. Da Fontecchio tutti, non solo chi scrive, si aspettano un cambio di faccia. Attorno ci sono state prestazioni insufficienti, poco incisive, alcune positive (Pardon). Ma fa tutto parte del gioco, delle gare, dell’up&down dei singoli. Però dal play israeliano e dall’ala si, vorremmo vedere altro. Ma sempre perché le aspettative sono alte. Guai a chi interpreta questo pensiero come una bocciatura o una “croce addosso a…”. E’ un dato di fatto che ha regalato il match e come tale va preso.