Travolti. Presi a schiaffi. Scegliete voi la forma che più vi aggrada, tanto la sostanza l’abbiamo vista tutti.



La Grissin Bon esce dal PalaSerradimigni non tanto con le ossa rotte come risultato, ma palesando un’arrendevolezza difensiva e di atteggiamento che preoccupa molto più del – diciamolo – perdere di 20 a Sassari, cosa accaduta anche a Strasburgo in settimana, pertanto non certamente “Gronchi rosa”.
Ecco i nostri Analytics di una gara nella quale si è fatto male anche David Vojvoda, che si aggiunge al problema di Mekel.

8: come i minuti di match dove c’è stata partita. Aveva iniziato bene, la Grissin Bon. Poi si è dissolta, senza lasciare traccia di sé se non i rari sprazzi, più di talento che di squadra. Finché c’era lucidità offensiva la truppa di Buscaglia ha messo in campo qualcosa, anche se la difesa – in realtà – non è mai esistita ed è lì da ricercare il motivo della scoppola. Poi il tracollo. Più di atteggiamento, come detto, che nelle questione tattiche.
Poi se vogliamo raccontarci che Poeta ha lottato, della tripla di Infante, delle due giocate buone di questo e di quello, facciamolo pure, per zuccherare il caffè, ma la realtà che della gara di ieri non c’è proprio da salvare niente, con buona pace di chi si accontenta di quello.
Buscaglia ha gettato nella mischia Infante per fare quello che il centro ha fatto nelle suoi primi 30”: dare un segnale di intensità, mettendo mani addosso e tirando “cazzotti” anche su dei blocchi in due situazioni susseguenti, non per la tripla. Ma i compagni hanno reagito con l’intensità di una mucca che bruca l’erba.



16: come i minuti in campo di Owens. Ora, lungi da noi gettare la croce addosso a qualcuno dopo nove giornate e un record di 4-4, ma una cosa ci sentiamo di dirla: da Owens ci aspettiamo altro, ben di più come atteggiamento. Passivo, sempre in ritardo, arrendevole, poco lucido. Questo è il centro titolare, sembra un parente di quello che conosciamo.
Serve cattiveria e grinta, anche perché di taglia fisica si va sotto contro gente come Bilan (e non solo lui) ma quello che lo ha sempre contraddistinto è l’intensità, ieri assente. Non sarà mai il rimbalzista di posizione e fisico, non lo è mai stato, qui si parla di intensità.
Poi ci mettiamo dentro l’indolenza e il protagonisma di Johnson-Odom, anche.
E un’altra cosa: chi getta la croce contro Pardon ha capito poco di questa squadra. Pardon ha fatto errori stratosferici ieri, ma non è lui che deve girare le partite. E no, non accettiamo contro-deduzioni del tipo «eh ma allora bisogna andare sul mercato e comprare altro…»; la squadra è costruita così non sicuramente per vincere il campionato, quindi Pardon è l’ultimo dei problemi di questa Grissin Bon. Se questo non piace, tant’è. Ma scandalizzarsi della pagliuzza quando forse c’è una trave ben visibile, lascia il tempo che trova.



6: i gironi che mancano alla prossima sfida, contro Varese. E se il postulato è “Virtus e Sassari non sono squadre con cui Reggio farà corsa”, che condividiamo in parte e che non giustifica l’atteggiamento di ieri sera, Varese è proprio di quel gruppone di otto squadre che vogliono un posto al sole e tra le quali c’è anche Reggio.
Sei giorni per coach Buscaglia, duro giustamente a fine gara con i suoi, per ritrovare quella voglia di lottare che la Grissin Bon aveva iniziato a palesare fino a Pesaro. Si spera con due giocatori in più.