Un misto tra il rammarico per essere andati vicini a una vittoria che – per quanto visto – Reggio ha potuto realmente accarezzare e la certezza di aver messo in mostra buone cose, come atteggiamento e come idee di gioco.
La sconfitta del Forum potrebbe rappresentare il classico “incidente previsto” ma al lato pratico in tanti avevano iniziato a crederci.


Questo non significa che “bastava impegnarsi di più…”, che “bisognava vincere…” e che “dovevano vincere Milano ha giocato male…”: come capirete bene questi cliché da Bar Sport lasciano il tempo che trovano, nell’ottica di un’analisi di una partita che Reggio ha giocato fino all’ultimo OVVIAVAMENTE perché l’Armani ha giocato sotto il suo livello. Ma ca va sans dire, questo è lapalissiano: se Milano gioca al meglio, in Italia vincono in poche, forse nessuna.
Ecco gli Analytics post match.

1: il numero di Darjus Johnson-Odom. L’argomento è spinoso, se non si vuole cadere nelle ovvietà e nelle frasi “da social”. DJO sta rendendo bene? No, chiaramente. Sta diventando un problema? Mah. Diciamo che o si riesce a trovare un ruolo, uno spazio o dar lui una idea di come occorra approcciarsi a questa squadra o rischia davvero di diventare un ingombro importante e che manda fuori di testa.

Le forzature sono il suo pane, lo fa quando segna, lo fa quando sbaglia, solo che quando fa paniere tutto viene mascherato. Quello che ieri ha lasciato un po’ perplessi è la scarsa lucidità del come sono nate le sue scelte: mai una scelta corretta, tranne un contropiede e uno scarico; mai una idea di gioco che potesse creare vantaggio per i compagni. Spesso si è preso il tiro più semplice che aveva a disposizione (pigrizia), prima di iniziare una personale lotta di orgoglio contro il canestro (testardaggine orgogliosa). Sarebbe superfluo dire che così non serve proprio. Ci stiamo invece sforzando di capire cosa sia che non va: lui, chi gli sta affianco, la sua attitudine? Ma sapete una cosa? Che potesse finire così un po’ lo avevamo supposto…ecco, però speravamo che attorno a lui il contesto lo aiutasse a tornare sulla retta via nei momenti di “overload”.


132: i secondi, del quarto parziale, nei quali Reggio ha avuto ben tre tiri per tornare al -3 (sull’80-75 per Milano). Errori su costruzioni di tiro, errori di fretta, errori di frenesia. Errori, punto. Però se diciamo spesso che a volte un tiro ben costruito è più importante che un tiro segnato (ovviamente forzando il concetto) stavolta occorreva cinismo. E la Grissin Bon non l’ha avuto, sbagliando tre tiri chiave dopo averne sbagliati altri quattro pochi minuti prima.
E contro Milano, che ha giocato con la seconda inserita ad accezione di una buona parte di terzo quarto, poi lo paghi. Processo di crescita ancora acerbo? Forse si, però la scelta di quei tiri è stata concettualmente errata, spesso. E a nostro parere è stato quello il momento nel quale la gara si poteva mettere meglio dopo il -13 che i biancorossi erano stati bravissimi a recuperare, nonostante un -16 di differenziale a rimbalzo che – letto a posteriori – ha veramente dell’incredibile pensando che la truppa di Buscaglia è stata lì lì fino a -47″ alla fine.

5-13: il parziale dell’ultimo quarto con il quale i reggiani sono tornati a giocarsi il match. Prendiamo questo dato a riferimento per sottolineare che questa squadra stavolta ha giocato, ha lottato, ha avuto idee di cosa fare e le ha portate fino alla fine, sbagliando qualcosa di troppo, ma cercandosi e provandoci. Rispediamo al mittente le obiezioni, per l’amor di Dio legittime, di chi sostiene che sia stata una brutta partita, che si doveva approfittarne. Milano è nettamente “di più” della Grissin Bon, che ha giocato ma ha perso. Fine.
Male, bene, al massimo, con un filo di gas: ok, tutto plausibile, però ha vinto perché ha accelerato quando voleva e Reggio l’ha perdonata qualche volta di troppo, ci sta. “Il basket è uno sport di sbagli” disse coach Sacchetti una volta ed è vero. Questo deve aiutare a valutare, e non troncare il giudizio su una buona prova e per forza ritenere tutto orrendo, tutto occasione sprecata, tutto da buttare via.
Reggio ha dei problemi, deve risolverli, anche tra i singoli, ieri ha giocato, ha lottato e ci ha provato a parer nostro con quello che aveva. E’ tutto vero, non c’è da scegliere.