Otto minuti ottimi, trentadue da cancellare. La gara di ieri sera al PalaBigi ha consegnato due punti chiave – e sbagliato sarebbe non partire da qui – ma anche una Grissin Bon che ha mostrato la sua fragilità mentale a fronte di nulla, perché tanto era successo per farla sciogliere come neve al sole a metà primo quarto.
Con un gladiatorio Mekel nella ripresa, Reggio ha conquistato punti che tengono viva la fiammella delle Final Eight.




Ecco i nostri consueti Analytics post match.

17, 7, 26: punti, assist e valutazione di Gal Mekel. Gladiatorio, leader. Finalmente una gara “da” Mekel. Attenzione, non ci stiamo dimenticando del primo tempo giocato senza gambe e intensità: come confermato anche da coach Buscaglia e dal DS Frosini, Mekel non sta bene e questa era l’unica gestione possibile. Bene, ieri si è visto quanto incida il play israeliano sulle sorti di questa squadra e di alcuni compagni (Owens). Una ripresa di alto profilo mentale, con punti, voglia, lucidità. E se non fosse stato decisivo, l’ultimo canestro sarebbe quasi il meno rispetto a quello mostrato.
Ora però occorre fare un ragionamento serio: Mekel, che è così importante per la squadra biancorossa, sarà sempre da gestire pregando che stia bene o va fatto fermare per permettergli di recuperare a dovere e averlo nel momento caldo della stagione? Risposta che nemmeno la società sa dare, considerato che tre giorni fa pareva non dovesse giocare, poi si è sentito meglio, poi ha “giocato” un primo tempo camminando e una ripresa da MVP. E’ un tema molto caldo, ma a nostro avviso da valutare attentamente.




9: come i minuti giocati da Reggio, in soldoni, nel match. 19-5 nei primi 5, 22-8 negli ultimi 4. Tanto è bastato per battere una squadra l’Allianz che – con il massimo rispetto – è parsa in grave difficoltà tecnica. E allora come mai si è rischiato di uscire sconfitti? Perché questa Grissin Bon mentalmente attraversa momenti di buio tremendo, di pochezza sconcertante, di totale involuzione rispetto a quanto fatto anche solo due azioni prima. La medicina ancora non è stata trovata, la squadra è sulle montagne russe senza apparente motivo ma di certo esistono problemi strutturali che iniziano a preoccupare non poco. Se lasciata giocare pulita, imperversa; se la gara si sporca è una tragedia. Non vorremmo essere nei panni di coach Buscaglia, che avrà sicuramente le sue responsabilità ma che – parer nostro – si trova un rebus non facile da risolvere.




1: Darius Johnson-Odom. Ragazzi, oggi DJO è un lusso che i biancorossi non possono concedersi. Non è il classico giocatore che quando non è in giornata sparisce dal campo. Lui quando non è in giornata fa dei danni che neanche una grandinata sulla vigna…A Treviso aveva iniziato bene poi è stato tremendo, ieri non ha mai battuto un colpo se non per qualche difesa e una caratteristica (l’avere un gioco “nord-sud” in transizione e a metà campo) che in quel momento del match, cioè il finale, era più utile che la staticità di Vojvoda. Siamo sinceri: se dovessimo partire nel cambiare qualcosa, interverremmo proprio lì. E non è IL problema, ma sicuramente – per ruolo che DJO ha in questa squadra – quello più difficile da non vedere.