Stavolta tocca essere ridondanti rispetto alle ultime analisi fatte. Già, perché questa Grissin Bon infiocchetta una gara sinistramente simile a diverse partite che l’hanno, nel recente passato, vista capitolare e dimostra ancora una volta di avere problemi strutturali congeniti. Venezia sembra un’iradiddio dall’arco, ma la causa della sconfitta è da ricercare nella scarsa intensità biancorossa.
Ecco gli Analytics della sfida di questa sera.




83.1: è la media punti subiti da Reggio in questo campionato, la peggiore della LBA con solo la derelitta Prosciutto Carpegna a far peggio di lei. Questo è il tema che può riassumere l’incapacità dei biancorossi di trovare intensità, di giocare di fisico, di orgoglio, di rabbia, di ringhiare e abbaiare sugli attacchi avversari.

La squadra di coach Buscaglia è morbida, pulita, troppo pulita: tutti candidi in difesa, tutti soft, Candi a parte. Questa è la causa principale delle sconfitte reggiane, che vedono un attacco mettere insieme – tutto sommato – numeri discreti, che vengono puntualmente cancellati da un difetto che ormai ci sembra strutturale. Così come è costruita Poeta e compagni non saranno mai una squadra che improvvisamente diventerà per magia coriacea, fisica e intesta. Qualcosa va cambiato, perché questi giocatori sono così, fine. Non li cambi con due o tre accorgimenti tattici.
Questa la nostre umile impressione.




17: sono il numero di triple segnate da Venezia. Tante, troppe, un numero spropositato se rapportato ai 26 tentativi. Ma andiamo ad analizzare tiro dopo tiro: quanti presi piedi per terra dopo anche solo un semplice ribaltamento, quanti dopo una difesa di contenimento eccessivo sul pick&roll, quanti dopo un errore di lettura difensiva? Tante, oltre la metà. E allora, oltre all’attitudine di cui al punto precedente, qui c’è probabilmente anche un problema di letture e di abnegazione di alcuni giocatori che stanno rendendo ben sotto la sufficienza dal punto di vista dello sforzo tattico (e se non nelle tue corde, mentale) che il coach chiede loro. Ecco perché ci sembrano difetti congeniti e non passeggeri.




4: sono i giocatori che a nostro avviso meritano una riflessione. DJO, Owens, Pardon (di riflesso) e Upshaw. Si potrebbe discutere ore a colpi di “questo sì, questo no, questo si ma, questo no ma…”, però vogliamo proporre una riflessione: qual è il problema principale di questa squadra? Noi crediamo che non vi sia un MACRO problema, pertanto la soluzione non è semplice.

Diciamo solo che DJO ci pare ai margini tecnici di questa squadra, che Owens continua ad avere un atteggiamento difensivo che non ci piace come intensità e durezza, che Pardon – con il primo in queste condizioni – sembra ancor meno pronto, anche se ovviamente non è colpa sua l’essere giovane ed è il minore di questi problemi, e che Upshaw sta vivendo una parabola discendente che ci preoccupa perché è travolto dalla marea quando le cose vanno male e non ha mai un minimo di reazione di orgoglio.
E allora dove interverremmo? La risposta giusta non l’abbiamo, ma in questo momento serve un giocatore con fisicità e sporco in difesa. Voi fareste altre scelte? Assolutamente lecito pensarlo.
Ma a parer nostro è il momento di valutare qualche intervento per non restare una bella incompiuta. Anzi, a volte neanche tanto bella.