Un dejavù. Purtroppo visto e stravisto in questo inizio di stagione sulle montagne russe della Grissin Bon.
Poca intensità, a tratti nulla. Poca lucidità, poche idee in attacco, poca prontezza difensiva.




La squadra biancorossa esce con le ossa rotte dal PalaPentassuglia di Brindisi e perde quasi aritmeticamente la possibilità di Final Eight, ma quel che preoccupa maggiormente è l’atteggiamento che questa squadra palesa gara dopo gara.
Ecco gli #Analytics del match di Santo Stefano.

113.3: è il DefRTG (Defensive Rating) della Grissin Bon in questo campionato, vale a dire il terzo peggiore assieme a Roma dell’intera Serie A, davanti soltanto a Pesaro e Pistoia. Cosa testimonia questo dato, che rappresenta il numero di punti parametrato su 100Possessi che una squadra subisce nelle partite? Che la squadra di coach Buscaglia non solo difende male, ma permette alle avversarie di segnare praticamente sempre quando attaccano (e “sempre” è ovviamente una forzatura ma rende il concetto). Contro Brindisi così è stato e in maniera piuttosto impressionante, a tratti. Basta un ribaltamento, un taglio dal lato debole, un blocco o uno stagger per liberare un uomo a centro area o un tiratore con quattro metri di spazio. Comunicazione e indole difensiva, ok, ma occorre fare uno sforzo mentale anche, probabilmente, per sopperire alle mancanze.
La gara di ieri è stata una fotografia della situazione attuale difensiva di Reggio, che – come si diceva a scuola – “non si applica” e manco ci prova.




74: è il PACE di Reggio quest’anno, il più alto della LBA. Il Pace è il ritmo, il numero di possessi per ogni gara. La Grissin Bon è prima. Ma come attacca? Male, spesso. Primo tiro disponibile come accaduto ieri al PalaPentassuglia, ma spesso fine a se stesso e sterile, senza aver fatto lavorare la difesa. Correre e alzare il ritmo sono cose diverse. Prendersi un tiro veloce è altrettanto differente dal “prendersi il primo tiro disponibile”. Provate a contare quante volte l’attacco biancorosso contro al difesa brindisina si è accontentata di fare uno sforzo minimo: un blocco e tiro, uno scarico e tiro, una soluzione individuale. Ve lo diciamo noi: troppe. E non è un caso che quando si è andati sotto da Pardon, marcato da Iannuzzi, qualcosa si è prodotto.
Allora ci viene un dubbio: è vero, lapalissiano che questa squadra quando corre gioca meglio, ma correre a tutti i costi forse non è nel DNA di questi giocatori, che si ingarbugliano e si arrotano su se stessi anche tatticamente, oltre che mentalmente.



6: sono le sconfitte nelle ultime 8 gare dei reggiani, con quella contro Trieste strappata per il rotto della cuffia. Cosa dire che già non abbiamo detto tre giorni fa? Ci sembra ridondante ripeterci e pertanto non lo faremo, ma di certo 6 KO non sono passeggeri e frutto del momento, sono una cartina al tornasole del fatto che questa Grissin Bon deve cambiare: marcia, mentalità, giocatori, decidete voi anche se noi una risposta iniziamo a darcela.