Vittoria doveva essere e la vittoria è arrivata. Ma che patemi.
Abituiamoci, però, perché come detto più volte abbiamo la netta sensazione che questa Grissin Bon sia fatta di questo materiale e difficilmente cambierà.
Però con Roma i due punti sono in cascina e la partita, almeno nel primo tempo, ha mostrato una squadra biancorossa con la faccia giusta, prima del consueto – e preoccupante – crollo mentale da cui però, stavolta, la truppa di Buscaglia è stata brava a uscire con le proprie forze.
Ecco gli Analytics del match di ieri.



46, 23, 60: punti, rimbalzi e valutazione dei tre lunghi biancorossi, Pardon, Upshaw e Owens. Bella risposta alle ultime settimane di grandi difficoltà. Il reparto è stato dominante. Contro un cliente non semplice come Jefferson soprattutto sotto canestro, Pardon ha lavorato egregiamente. Upshaw ha dato una grossa mano su ambo i lati e Owens ha messo in mostra “power moves” che quest’anno raramente gli avevamo visto esibire. Molto bene, perché con gli esterni che hanno lavorato bene ma non in maniera superlativa, serviva un impatto del genere. Buscaglia concede 31′ a Pardon e lui mostra ancora una volta che la crescita è evidente. Non ci innamoriamo neanche stavolta della prestazione di Upshaw perché ci ha abituato alle montagne russe, pertanto vogliamo evitare una delusione sentimentale.




41: i rimbalzi catturati da Reggio, esattamente quelli che ha catturato anche la Virtus, terza forza del campionato per le carambole fatte sue. Non un dato da poco perché su questo si voleva lavorare, come dichiarato anche da coach Buscaglia in sede di presentazione del match, e così è stato. E come spesso accade, la questione rimbalzi non deve essere ridotta solo ai lunghi, ma gli esterni devono fare egual lavoro. E infatti così è stato, con Fontecchio e Candi su tutti. E’ sicuramente uno dei dati che hanno indirizzato il match.

12, 8, 7: punti, tiri tentati e assist di Dajus Johnson-Odom. Questa è una versione di DJO che potrebbe cambiare tanti panorami nella sostanza del gioco della Grissin Bon. Il trattore n.1 è stato ecumenico, oculato nelle scelte e ha ringhiato in difesa quando doveva. Otto tiri son – per lui – una giornata di relax ma un conto e tirare poco, difendere zero e togliere ritmo ai compagni, un conto è la gara di ieri, dove l’ex Lakers ha lavorato davvero con la testa e ci è piaciuto tanto. Ora si tratta di cesellare la pietra e provare a rendere questo DJO quello di sempre. Mica facile.
Ma se lo avevamo criticato recentemente, stavolta occorre davvero sottolineare la gara matura giocata dalla guardia reggiana.