Reggio conclude il girone d’andata con una sonora batosta, non la prima e se la tendenza non verrà invertita neanche l’ultima, con lo stesso, identico e sinistro modus operandi al quale ci ha purtroppo abituati da tre mesi a questa parte.
Dopo un primo tempo discreto, chiuso per altro in vantaggio, la truppa di coach Buscaglia concede 50 punti ribadendo se ce ne fosse bisogno che questa squadra mostra qualità quando la gara è “lineare” ma non appena la tenzone si fa più maschia si liquefà mettendo in mostra tanta, tantissima fragilità e poca, pochissima anima.




Ecco gli Analytics del match di ieri sera:

50: i punti subiti nella ripresa dalla Grissin Bon. Siamo alle solite, perdonate se rischiamo di risultare stucchevoli, ma questo è quello a cui ci ha abituato questa squadra: dopo 20 minuti discreti, chiusi per altro in vantaggio, Reggio si concede all’avversario di turno come la classica vittima sacrificale. Se Sims aveva dominato nel primo tempo (c’è da dire però che qualcosa devi concederlo e coach Buscaglia ha preferito cercare di togliere alla F il perimetro, per altro riuscendoci visto che Aradori e compagni al 20′ tiravano da fuori con 3/12) nel secondo la Grissin Bon ha concesso l’inimmaginabile, compreso un terrificante 8/10 da 3 punti, sprofondando, inerme, fino a -20 in un batter d’occhio.




12, 6, 4: punti, rimbalzi e assist prodotti dalla panchina biancorossa. Poco, pochissimo. Se a questi numeri aggiungiamo il 4/10 da 2, 0/6 da 3 e 11 di valutazione il quadro risulta ulteriormente negativo. Non vogliamo certo gettare la croce addosso a Pardon, Candi, Poeta e Vojvoda, le colpe di sicuro non sono solo loro, ma è incredibile come questa squadra abbia insito nel DNA di sciogliersi e sparire dalla gara partendo dall’1 di Johnson-Odom fino al 99 di Mekel. A nostro avviso l’errore più grosso è quello di continuare a credere che la tendenza potrebbe essere invertita chiudendosi in palestra e continuando a lavorare. Ovvio che, nell’anno più “complicato” della gestione Landi, occorre capire come la proprietà ha intenzione, se ce l’ha, di mettere mano a questo gruppo.

16: le gare giocate fin qui dalla Grissin Bon, durante le quali i problemi che si erano palesati a settembre si sono stancamente trascinati fino a gennaio. Poco o nulla è cambiato se non la cronica mancanza di anima, di idee e di lucidità che attanaglia questa squadra in qualsiasi momento della gara. Intervenire sul roster dovrebbe essere l’unica via percorribile, fermo restando il volere di società e soprattutto proprietà, ma come detto in passato i problemi sono davvero tanti e per assurdo i giocatori da cambiare potrebbero essere otto come due. La certezza è che, con il roster attuale, i risultati saranno spesso e volentieri questi. Tenendo bene a mente che, se i playoff sono a due soli punti, la temutissima penultima posizione dista soltanto quattro lunghezze…