Sconfitta senza appello, nonostante una dissennata rimonta nel finale che aveva quasi illuso.
La Grissin Bon parte bene, crolla e negli ultimi tre minuti con un moto d’orgoglio prova a tornare sotto a una Germani che dimostra la sua solidità nonostante il roster corto.
Ecco i nostri Analytics del match di ieri.




3: i minuti del momento in cui inizia la riscossa reggiana. Fatta di cosa? Di nulla di solido. E’ questo che vorrebbe sottolineare. La rimonta, che comunque c’è stata e questo va trascritto agli atti, è nata per un moto di orgoglio di rabbia, di voglia. Quello che per 37’ precedenti non c’era stato. Entrata in campo con una idea precisa, vale a dire dare palla sotto e limitare al massimo il proprio perimetro, Reggio si è poi dissolta entrando nel solito vortice di paura e negatività appena ha trovato davanti a sé una squadra quadrata e ordinata. Poi nel finale, con un basket da campetto più che ragionato, la Grissin Bon ci ha provato.
Bene. Troppo poco però. Non salva la gara questo, non salva le qualità del team che deve per forza cambiare, non salva da un giudizio negativo, anzi, se possibile lo acuisce, perché ha dimostrato di dover giocare senza pensare per provare a far qualcosa di buono. E’ gennaio, fate vobis

65: la percentuale dal campo di Brescia fino ai minuti finali. Ultraterrena. Fatta di ottima circolazione, di fiducia nel gioco, vero, ma anche di una resistenza blanda offerta da Reggio e la sua scialba retroguardia. Prendiamo i back-door sistematicamente subiti da Upshaw? O dal mancato aiuto finale sulla penetrazione di Abass dello stesso e di Owens (non aiuto gravissimo nel momentum del match, perché dimostra l’indole totalmente rinunciataria) O partiamo dal fatto che Zerini è sembrato Bill Russell sotto canestro tra rimbalzi e canestri? Ecco, la squadra reggiana oggi semplicemente non abbassa il sedere, non piega le gambe, non ci prova, è pigra e poco concentrata. Giocatori con questo nel DNA, Candi a parte. Ecco perché si può parlare anche di lavoro settimanale, ma questo fondamentale non lo ritrovi magicamente alla Cassala il martedì. Ti devi sbattere, ti devi impegnare. Questo manca totalmente.




4: i punti di vantaggio sul penultimo posto. Giù la maschera ragazzi, guardiamoci dietro, perché davanti guardano le squadre che migliorano. La Grissin Bon peggiora di gara in gara. O meglio a oggi è entrata in un vortice di paure e negatività che la porta a non mettere insieme neanche tre, quattro cose positive. Allora se si cambia si può svoltare la stagione, ma se si tentenna è giusto pensare a salvarsi. Partendo dal presupposto che quelle dietro le hai sconfitte tutte, quindi sembrerebbe una visione piuttosto pessimistica. Si, ma loro migliorano e crescono, tu?