Un passo indietro. Forse due. La Grissin Bon esce dal PalaCarrara con uno zainetto carico di dubbi prima della pausa, oltre che con una sculacciata importante a livello di intensità e attività.




La squadra di casa gioca un secondo tempo quadrato e mette in grande difficoltà tecnica Reggio che, dal canto suo, perde anche la bussola mentalmente e ricade nei vecchi difetti, forse – a questo punto – solo nascosti sotto il tappeto nelle ultime tre gare ma ancora vivi nel DNA della squadra di coach Buscaglia.
Ecco i nostri Analytics del match

34, 25: punti e rimbalzi dei due lunghi titolari di Pistoia, Brandt e Johnson. Che dire, ragazzi? Volte che parliamo dell’ennesima coppia di lunghi che hanno fatto pelo e contropelo ai pari ruolo reggiani? Ma sì… Season High per Brandt in rimbalzi, tiri segnati, tiri presi, percentuale dal campo. Season High per Johnson per percentuale dal campo ed eguagliato quello di punti. La realtà è che come per Fotu e Parks contro Treviso e tanti altri casi, il reparto dei “big man” della Grissin Bon ha la intensità e la fisicità nulla. Un “cerbiatto in tangenziale”, diceva qualcuno se vogliamo paragonare la speranza di successo di Owens e Upshaw contro giocatori che non saranno fenomeni ma usano fisico e voglia molto meglio di quanto i due sopra usino il loro talento pulito. Restano un enorme problema, lo ripetiamo da tempo e lo confermiamo ora. Owens poi, senza Mekel, è davvero nullo. Ieri una partita di latitanza pura e di apporto nullo. La peggiore da quando è a Reggio. Tutto è sulle spalle di Pardon, che resta una scommessa vinta ma è pur sempre un cambio.




47: i rimbalzi concessi a Pistoia, di cui 18 in attacco. Solo altre due volte i toscani erano arrivati a prendere più di 45 rimbalzi, e solo due volte 18 offensivi. Male, malissimo, perché dalle carambole in attacco sono nati una caterva di punti, compresa la scarica di un Pettaway che ormai conosciamo: non va fatto innescare perché tiratore di striscia: su quelle quattro triple nel terzo quarto due sono nate da rimbalzo d’attacco, una per una transizione nella quale la retroguardia reggiana si è accoppiata male e una di talento. Ma i rimbalzi sono un fattore legato a tutti, non solo ai lunghi; e sapete quanti ne hanno presi gli esterni reggiani? 6…in cinque giocatori.

99: il numero di Gal Mekel. E sapete perché? Perché da queste gare, contro Pistoia e contro Cremona prima, si è visto quanto manchi. In difesa faticava, innegabile, così come che non stesse bene e non si potesse proseguire così.
Però manca come l’aria, per le sue letture in attacco, per le scelte, per il timing dei passaggi che è fattore stra-evidente. Leghiamoci anche alcuni set offensivi che ora sono totalmente spariti dal game-plan reggiano e facciamo tombola. Speriamo torni presto perché serve davvero come l’aria. E in questo momento – giocando a fare gli allenatori – se stesse bene non avremmo dubbi su chi tenere fuori: Vojvoda è nullo in difesa e in attacco lo è quasi. Con Cherry DJO sta convivendo, quindi preghiamo tutti insieme…e se non credete, pregate lo stesso che l’israeliano torni alla svelta.