La Pallacanestro Reggiana ha ora la sua contraerea. E’ Josh Bostic, ex Caserta e Sassari, in Italia, proveniente da una buonissima stagione di Eurocup (13 di media) e campionato polacco con il Prokom Gdynia (19 con il 43% da 3) che è da pochi minuti ufficialmente un giocatore della Unahotels.

L’esterno, dalle spiccate caratteristiche offensive ma con ottimi feedback anche nel resto del campo, arriva a Reggio per il ruolo di 2/3 titolare e di leader offensivo. E allora, secondo appuntamento con il nostro #maèbuono? per conoscere meglio il nuovo innesto della Unahotels.




Chi è Josh Bostic?

E’ un’ala di 33 anni, che nel suo girovagare in Europea ha sempre ricoperto ruoli ad elevato impatto offensivo, sia nelle leghe nazionali sia in Eurocup, in Champions League che in Europe Cup.

Che caratteristiche ha?

E’ un realizzatore ma che non va definito solo come tale. Nella sua carriera ha mostrato di far canestro senza problema alcuno ovunque sia andato, ma soprattutto di essere un giocatore che sa fare (e dare) tante cose sul campo. E’ un giocatore “smart” se possiamo definirlo con un termine che riassuma tutte le sue caratteristiche. Sicuramente non un atleta devastante ma fisico e tosto da superare in difesa, con propensione alla visione di gioco se braccato e buona attitudine anche lontano dalla palla.

E quali debolezze ha?

Non è più quel “panterone” di qualche anno fa, ha 33 anni e sta affinando sempre più alcuni aspetti del suo gioco a discapito di altri. Non sarà mai il giocatore che infiamma il pubblico con atletismo e “empatia visiva”. Per questo a volte sembra ai margini del match nelle giornate “no”, anche se in realtà, ripetiamo, il fatto che abbia sempre fatto tanto canestro spesso lo ha portato ad essere valutato solo su questo aspetto, mentre fa tante cose buone.




A chi assomiglia tra i giocatori che conosciamo?

Manu Markoishvili. Ferma, abbiamo già visto la vostra faccia. Una “player comparsion” non significa che E’ Markoishvili come rendimento, significa che ha quelle caratteristiche: taglia, fisicità, tiro dall’arco, utilità sul campo, arresto e tiro.

Perché ha scelto Reggio?

Ecco questo è il classico giocatore che senza Coppa crediamo non lo avremmo visto a Reggio, perché il suo target è quello. Si misurerà ancora con il campionato italiano dopo un’annata sciagurata a Caserta e una nel quale non ha convinto a Sassari nonostante buone prestazioni e infatti fu lasciato andare. Diciamo che forse con l’Italia ha un conto aperto, essendo l’unico paese extra USA nel quale non ha fatto mai bene come in altri. Il fatto che la moglie sia italiana (calabrese di Serra San Bruno), non è fattore secondario sicuramente.

Ma “èl boun”?

Arriviamo a dove vogliamo. L’è boun, sì, ma dovrà dimostrare di poter rivestire il ruolo per il quale è stato preso. Se ce lo fossimo chiesti 3-4 anni fa vi avremmo risposto che sarebbe stato un colpaccio. Oggi, a 33 anni, sta dimostrando di essere in piena salute fisica e di poter giocare tanto e spesso. Ma diciamo che vogliamo vederlo sul campo assieme a Taylor e Kyzlink (al quale è molto simile come ruolo), in una squadra molto perimetrale, moltissimo. Ora sicuramente anche con taglia fisica sugli esterni, che mancava. Di talento offensivo ce n’è, ma gli ultimi anni ci hanno insegnato, semmai ce ne fosse stato bisogno, che i giudizi di agosto sono pronti a essere seppelliti a ottobre-novembre. E Bostic, purtroppo, in Italia ha già disatteso aspettative. Pertanto bene ma ora parola al campo.