Reggio esordisce col botto nella Supercoppa Italiana 2020, prima gara ufficiale dopo l’interruzione forzata dovuta alla pandemia del Covid-19: senza Bostic, Johnson ed Elegar tiene testa e batte da underdog (sfavorita, come dicono di là dall’oceano) la Fortitudo Bologna, squadra zeppa di talento ma che ha cambiato tantissimo dimostrando come i nomi da soli non fanno l’amalgama.




La Unahotels gioca una gara grintosa e sfacciata, buttando in campo tutto quello che la breve preparazione fin qui svolta le ha permesso di avere tra le proprie corde. Gara che ha messo in mostra fin da subito il credo di coach Martino, spiritato nella sua area tecnica, con la Reggiana che forzava tante palle perse alla F, che correva in transizioni fulminee e si passava la palla con continuità. Da segnalare e sottolineare le prove dei baby biancorossi, l’ottimo Cham e Diouf su tutti, ma soprattutto l’identità di gruppo (già fortemente delineata) mostrata da Baldi Rossi e compagni.

Questi i tre numeri, più uno, della vittoria della Unahotles sulla Fortitudo:




26, 9, 9, 32: sono punti, assist, falli subiti e valutazione di Brandon Taylor. Il nuovo regista biancorosso si concede un quarto per studiare la situazione prima di prendersi la scena: repertorio offensivo praticamente infinito per il piccolo play americano, una spina nel fianco costante per Fantinelli, Palumbo e in generale tutta la F. Coach Sacchetti gli manda contro chiunque ma il buon Brandon se li beve come acqua fresca. Chiaro che la struttura fisica in certi casi influisca in negativo sulla tenuta difensiva e sulle percentuali (3/10 da 2 con alcune forzature al ferro punite dai lunghi biancoblù) ma i 9 assist e i 9 falli subiti sono lì a dimostrare come il nuovo “folletto” della Unahotels non sia solo un gran tiratore.

32: sono i punti prodotti dalla panchina della Reggiana, dei quali 18 portano la firma di Filippo Baldi Rossi. L’ex capitano della Virtus ha impressionato non tanto per il rendimento offensivo quanto per la capacità, sempre utile, di farsi trovare al posto giusto quando conta. In comunicazione perpetua con i compagni, specialmente con i più giovani, “Filo” ha come tutti sofferto il “marziano” Happ in difesa, ma ha disputato una gara maiuscola azzeccando praticamente ogni scelta compiuta nei “soli” 20 minuti nei quali è sceso sul parquet. Sarà intrigante vederlo all’opera alternandosi con Frank Elegar e Justin Johnson.

6, 10, 2, 18: sono punti, rimbalzi, stoppate e valutazione di Ibrahima Cham. L’ennesimo prodotto della cantera di coach Andrea Menozzi, lanciato in quintetto da coach Martino, ha disputato una gara ben al di là delle più rosee aspettative. Per il classe 2003, che sarà il settimo straniero di coppa e andrà invece al turnover con gli altri lunghi in campionato, sprazzi di talento purissimo e una capacità di tenere il campo sorprendente. Certo, Happ lo ha portato a scuola praticamente sempre, ma oggettivamente a 17 anni sarebbe stato quasi assurdo il contrario. Se son rose…




MENZIONE AD HONOREM – 45: è il numero di maglia del veteranissimo Janis Blums. In una serata praticamente perfetta, l’unica nota dolente è stata la prova del classe ’82 ex Napoli (2/8 al tiro, con inusuali errori piedi per terra, e 4 falli in un amen). Fino al 37′. Complice il quinto fallo di Kyzlink (molto positiva anche la prova dell’ex Roma), infatti, il lettone in tre minuti ha fatto vedere perché il suo ingaggio è stato fortemente voluto dalla dirigenza: palla recuperata su linea di passaggio, un paio di liberi “rubacchiati” (2/2), gestione perfetta del cronometro e della palla che hanno messo in ghiaccio la vittoria. Aspettando che torni il consueto ritmo al tiro da fuori.