Semplificando un argomento che ha ben poco da essere semplificato, potremmo dire che essere tifosi al tempo del Covid è dannatamente difficile.
Difficile non solo per le restrizioni e i protocolli che fanno passare la voglia di andare al Palazzo, ma anche per i timori (fondatissimi) che può avere un supporter nel vivere un paio di ore all’interno di una struttura chiusa e assieme ad altre 500-700-1000 persone.




Nelle prime tre giornate di questo campionato di LBA, però, è emerso che la Pallacanestro Reggiana si pone ai vertici per accesso di pubblico (seppur poco, molto poco) alle gare. Davanti a lei solo la Virtus Bologna e dietro alla società biancorossa anche una “mammasantissima” delle piazze di tifo come la Fortitudo.

Durante la giornata di domenica, il numero di spettatori dichiarato dalle società è stato il seguente:

Reggio-Brindisi 760
Venezia-Pesaro 630
Varese-Cantù 700
Trieste-Milano 827
Treviso-Brescia 700
Roma-Sassari 0 (ordinanza)
Fortitudo-Trento 553
Virtus BO-Cremona 1400 (venduti tutti in abbonamento)

Nel turno casalingo precedente, contro Milano, la Unahotels ha giocato di fronte a 1050 spettatori (ordinanza da 25% di capienza).
Restando in casa reggiana e valutando il dato complessivo come parziale, visto le sole 2 giornate casalinghe disputate da talune squadre e una sola da altre (con 0 spettatori anche per Pesaro, per esempio e i 700 di Milano per ordinanza), è evidente come i tifosi biancorossi stiano rispondendo molto meglio di altri.

L’ordinanza di venerdì che ha consentito l’accesso al 15% della capienza emessa dalla Regione Emilia-Romagna, avrebbe consentito di accedere all’impianto bolognese a un massimo di 1240 persone. Impossibile o quasi da raggiungere. Motivo?
Oggi c’è chiaramente timore di andare al palazzo.




Pallacanestro Reggiana ha, inoltre, fatto una scelta, quella di giocare a Bologna per la stagione. I motivi sono noti ma in questi giorni qualche tifoso sta riesumando l’idea di ritornare al PalaBigi viste le restrizioni all’orizzonte (riduzione a 200 come da DPCM nazionale e nessuna deroga alle Regioni. Vedremo…).

Crediamo che la società biancorossa un serio ragionamento la stia facendo, perché tutto è valutato e oggetto di analisi, ma attenzione: qualora la capienza fosse – ipoteticamente e fatto assolutamente non di probabile realizzazione – mantenuta al 15%, non vorrebbe dire che al PalaBigi potrebbero entrare 675 persone (15% di 4500).
Perché il numero totale è comunque subordinato al rispetto della distanza di sicurezza tra file e tra posti, pertanto potrebbero – al lato pratico – essere ben meno, visti gli angusti seggiolini del vetusto catino reggiano.
Poi ci sarebbe il discorso legato al parquet ormai inutilizzabile ecc, ma quasi passa in secondo piano. Quasi.

Detto questo, oggi il basket sta vivendo un momento di grande difficoltà anche se sta provando a garantirsi una base di ticketing. Motivo? Vedi sopra: l’evidente timore di recarsi al palazzetto. Comprensibile, sacrosanto.

Questa renitenza assolutamente fondata sta rendendo il campionato di LBA un torneo dove è saltato completamente il fattore campo. In questo turno una sola gara è stata vinta dalla squadra di casa. Siamo a 10 successi casalinghi su 24 gare disputate in 3 giornate. Pazzesco.





E allora un applauso va ai tifosi reggiani che stanno mostrando ancora una volta che Reggio Emilia è una città che vive di basket e che ne ha sentito una grande mancanza in questi mesi.

Guardando avanti, qualora e si avesse la conferma della scelta dei soli 200 spettatori agli eventi al chiuso, rimarrebbero fuori tutti, perché viene da pensare che questi tagliandi sarebbero ovviamente messi a disposizione degli sponsor.

Oggi l’obiettivo è di perseguire distanziamenti e sicurezza per chi vi accede e ci è parso sul campo che nelle due gare disputate all’Unipol questo sia stato fatto a buonissimo livello. Tale è anche la percezione degli spettatori.

Questi aspetto, con le lune attuali, diventano assolutamente un fattore prioritario se non si vuole veder morire il basket…con nessuno al suo funerale.