Da qualche parte si doveva pur ricominciare. Diciamo così. Anche se lo spettacolo offerto ieri sera alla Vitrifrigo Arena di Pesaro dalle due formazioni non resterà impresso nelle menti dei tifosi, da parte reggiana c’è il piacere di aver rivisto finalmente la Unahotels, seppur questa sia – per ovvi motivi – una pallida ombra della squadra che aveva imparato a conoscere nel primo mese di partite.




Ecco perché analizzare la partita che ha visto vincere ieri sera la Carpegna Prosciutto ha veramente poco senso. Così come ne hanno gli “accanimenti pagellistici” e la perversa necessità di trovare pregi e difetti del match dal punto di vista tattico.
Vogliamo, nei nostri consueti Analytics, provare a dare una lettura di una non-gara nei limiti del possibile.

12: i minuti di partita reali. Reggio ha questo nelle gambe, si è visto in ogni singola situazione, dagli scivolamenti difensivi, ai salti a rimbalzi, al non riuscire a prendersi tiri in sospensione. E’ stato impressionante vedere dal vivo Momo Diouf e Filippo Baldi Rossi, che avranno perso una buona manciata di chili a testa. Così come è vedere Josh Bostic non riuscire a staccare i piedi da terra sul salto. E Kyzlink tirare solo di busto e braccia perché al 30′ le gambe erano già belle che andate.
Reggio è stata colpita duramente dal Covid, molto più che Pesaro, che da quanto filtra (poco) ha avrebbe avuto praticamente solo asintomatici totali saltando, di fatto, cinque o sei giorni di allenamento. Questo non per meriti o demeriti; è così e basta. Sfortuna ha voluto. Questo si è visto senza appelli nella gara di ieri.

18: i giorni di totale inattività della Pallacanestro Reggiana, che hanno visto atleti dover fronteggiare polmoniti, febbre alta, stanchezza devastante. Al via del campionato questo fa si che sia tremendo tornare in campo e non c’è bisogno che ve lo diciamo noi, dopo aver visto la gara di ieri. Ora ci saranno una decina di giorni per recuperare prima del probabile match di recupero con Treviso e questo sarà d’oro per ritrovare reattività e lucidità fisica. Speriamo che le conseguenze non siano profonde tali da portare strascichi per molto tempo, perché ora inizia davvero un tour de force tremendo per la Unahotles, almeno fino a Natale.



0: come il pubblico presente ieri alla Vitrifrigo Arena e in tutti i palazzetti italiani. E così sarà per tantissimo tempo ancora. Fa davvero male al cuore, c’è poco da dire. Il basket deve trovare sostentamento. Il Governo DEVE trovare il modo di tenere in vita lo sport, non solo il basket, che da solo non riesce a rimettersi in sesto. Lo sport è cultura, non è secondario. E’ cultura e come tale va sostenuta e incentivata. Non pretendiamo che accada come in Germania, dove l’iter per il sostegno alle società cestistiche non solo è già in piedi ma in diverse realtà ne hanno già approfittato, ma almeno una parvenza di idea di quello che si possa fare.
Disclaimer: la retorica de “la salute è più importante” non è tollerata né la consideriamo ricevibile.