Play, coach, DS, centri. Tutto nel calderone della delusione mista a polemica. Ma serve lucidità, sia nel vedere quel che non va sia nel credere nelle scelte fatte

Terza sconfitta di fila. La quarta se contiamo anche l’esordio in Eurocup. Che sarebbe stato un inizio in salita per la Grissin Bon – nuova e giovane – lo si sapeva, ma di certo si pensava a qualche certezza in più. Perdere ad Avellino, Podgorica e Sassari ci sta eccome, se ce lo avessero detto a inizio stagione non ci saremmo preoccupati più di tanto. Ma occorre guardare le gare una per una e allora ecco che qualche domanda iniziamo già a porcela, sempre senza perdere di vista alcuni aspetti razionali.




Ecco le nostre #domandebanali di oggi.

1) Reparto play: “reparto che fatica, reparto non adatto…lo vedono tutti”:
Qui il discorso è complicato e presuppone di avere un minimo di vision, altrimenti si parla al bar davanti a una media e si fa a gara a chi urla di più. E’ certamente il reparto che ha maggiori margini di crescita e per il quale – si sapeva – sarebbe servito maggior tempo. Se crediamo di poter valutare il tutto in un mese, stiamo pigliando un abbaglio colossale.
Però…c’è un però. Lo staff tecnico si fida di questo reparto? E vi spieghiamo il perché di questa domanda. Contro Podgorica Mussini perde il quintetto in favore di un Candi in crescita. Poi gioca 18′ con buoni risultati. Contro Sassari torna in quintetto, ma passa in panca larghi tratti e quando rientra è impalpabile e completamente avulso dal “suo” basket. Forse è il caso di crederci davvero in questo play. Lasciandolo sbagliare, perché fa parte di un processo di maturazione. Mentre se il ruolo è stato ritenuto per lui inadatto – cosa plausibile perché le scelte le fa lo staff, che conosce i giocatori – allora si cerca una soluzione precisa. Gerarchie. Servono gerarchie. Altrimenti si rischia di bruciare due play, non uno solo. Perdere ora non è grave. Perdere un giocatore come Mussini lo sarebbe eccome.

2) Si va sul mercato con l’infortunio di Cervi?
Scelta che la società potrebbe anche valutare. Di pancia ci chiediamo: per prendere chi? No perché il mercato italiano è vuoto di nomi affidabili fisicamente e farlo per prendere qualcuno tanto per fare, non ha senso.




Chiaro che si sta ponendo un problema: Reynolds ha dimostrato ieri di non essere affidabile. Inutile parlare di speranze di rendimento, di crescita, di momenti “up” importanti. Per una squadra che – in quel ruolo – ha Cervi (e quel che ne consegue a livello fisico), forse occorreva fare una scelta diversa, una scelta che ti garantisse affidabilità. Reynolds quando “ti dà”, ti dà qualcosa di importante ma sono due, tre lampi in una gara, poi è stabile. Ma quanto toglie, signori, toglie tutto. Ti mette in gravi difficoltà e lui stesso si perde, come ieri a Sassari: rientro in campo dopo la follia del primo tempo e, alla prima azione, ecco un rimbalzo perso su tiro libero per pigrizia e disattenzione. E’ un lusso che con tutte le scommesse che Reggio ha quest’anno, forse occorreva valutare se concedersi.

3) 0-4, squadra scarsa, bisogna cambiare.
Cosa? Bisogna cambiare ritmo? Sicuro. Bisogna cambiare giocatori, coach, DS? Davvero? Per una squadra plasmata per pagare dividendi nel medio-lungo periodo ci rifiutiamo di partecipare al giochino dello sparare a zero, oggi. Non deve, la Grissin Bon, lottare per i primi posti, la società è stata chiara. Chiaro che la salvezza è obiettivo edulcorato per dare meno pressioni possibili alla squadra da parte della piazza, ma i playoff sono obiettivo realistico. 0-4, 0-5, cambia nulla. E’ presto per buttare bambino e acqua sporca.




Vero anche è che probabilmente tutti si aspettavano qualcosa in più come base di partenza. Non è così. Bene, sotto col lavoro e guai fare drammi il 16 di ottobre. Guai.