Due vittorie in una. Forse tre, perché l’essersi finalmente liberati della scimmia del “pensiamo alla salvezza”, apre orizzonti nuovi per Reggio. Ecco i nostri #Analytics del match contro la Vuelle

Un quarto parziale vietatissimo ai deboli di cuore. Una Grissin Bon che finalmente decide che la zona calda della classifica non è roba per lei e “decide” di vincere la gara e di ribaltare la differenza canestri con la Vuelle, mettendo tra se e tutti i pensieri malvagi di questa prima parte di stagione 6 punti che di fatto sono 8.



Vittoria di carattere, in una gara che certifica che questa squadra biancorossa inizia a essere un po’ stanca e che la vede giocare con un filo di gas per 30′. Poi? Poi semplicemente capisce che serve aumentare una marcia per vincere e scrollarsi di dosso tutti i fantasmi e le parole, il “pensiamo alla salvezza”.

Enorme Mussini. Enorme Julian Wright. Enorme un Pedro Llompart che disputa forse il suo primo tempo peggiore da quando è a Reggio ma segna qualsiasi cosa gli passi per le mani per poi salire di colpi e tornare il playmaker sempre in controllo che conosciamo e gioca un gran secondo tempo.

Vittoria, salvezza quasi archiviata e ora via, liberate i cani (cit.).

Ecco gli #Analytics di questa settimana.

18: va beh, questo era scontato. Ma è anche giusto porre al proscenio la prova di Federico Mussini. E sapete, secondo noi, da dove vengono questi 18 punti? Da quel tiro nel terzo quarto, quello dall’angolo, quello che non andava sbagliato perché Pesaro si era rifatta sotto minacciosa. Quel tiro ti mette in ritmo. Quel tiro non è come un tiro che segni sul +30 della gara contro Limoges. Chiunque abbia giocato a basket, anche a livelli infimi, sa che ci sono tiri e tiri; ebbene, quel canestro di Mussini è stata la catena che si è spezzata, è stato un urlo verso il cielo.



Quel tiro ha fatto entrare tutti gli altri perché la testa era connessa e libera. Bravo, perché con Della Valle che è evidentemente in debito di ossigeno per quattro mesi giocati all’arma bianca con difese che lo prendono a cazzotti ogni gara, adesso è proprio il momento giusto per battere un colpo. Perché lo sappiamo, Mussini a basket non ha improvvisamente disimparato a giocare, nessuno gli ha rubato il talento. Semplicemente quando sei in difficoltà fai fatica a trovare anche le cose banali.

14/25: sono i canestri realizzati e tentati da Reggio da 3 punti ieri sera. Dipendenti dal tiro dai 6.75 Reggio lo è sempre stata e a doppio filo. Ieri all’Adriatic Arena abbiamo avuto la conferma che quando le percentuali si alzano (e non tirerà sempre il 56% da 3, sia ben chiaro), questa squadra ha una verve davvero incredibile. Llompart canestro dall’arco lo ha sempre fatto, ma ieri sera è stata la qualità e il peso dei tiri presi che hanno fatto la reale differenza. Su Mussini ci siamo già espressi e su Markoishvili nemmeno serve farlo. Allora ve la giriamo in questo modo: Reggio ha vinto segnando 104 punti, tirando il 56% da 3 con Della Valle fermo a un normale 1/3. Ad maiora.

32: i minuti in campo di Pedro Llompart. Ci abbiamo pensato, vi diciamo la verità: ma Llompart, ieri sera, è stato decisivo perché ha fatto 5/6 da 3 e ne ha messi 20, è stato decisivo perché ha chiuso con 25 di valutazione, è stato decisivo perché è sempre quello che ti dà tranquillità o è stato decisivo, sì, ma in playmaking ha giocato anche gare migliori? La verità è che tutte queste sono affermazioni che ci sentiamo di considerare reali. Allora abbiamo scelto un dato che ci dice quanto siamo importante per Reggio al di là del tiro, che è una sua arma ma che fino a ora non ha usato con costanza (e comunque non sarà quello da 20 a gara, mai); quanto è stato in campo? 32 minuti.



Nessun’altro è rimasto sul parquet per oltre 27, ieri sera, mentre di lui c’è bisogno sempre, anche quando – come nel primo tempo – fatica più del solito. Perché? Perché tanto qualcosa di buono fa succedere, perché è in controllo sempre e quando una squadra ribatte colpo su colpo ai tuoi canestri, serve uno che non ti faccia tenere la testa connessa, senza voler strafare. Llompart a questa squadra serve più che un Wright. E guai a chi ne fa un discorso di “è più forte o meno forte”. E’ semplicemente quello giusto nel posto giusto.