Mannaggia, ci avevamo sperato. Questa è la frase che ieri sera, nel parcheggio del PalaLeonessa (mannaggia che invidia…) ha vinto nettamente la classifica di quelle più ascoltate e che provenivano dalle bocche dei tifosi biancorosso accorsi in terra bresciana.



Già, perché la Grissin Bon ha davvero illuso, con oltre 30′ di sostanza e volontà, di cuore e abnegazione, di lucidità e cinismo che l’avevano portata con la palla del +8 sulle mani a sette minuti mal contanti dalla fine del match. Poi tre minuti di abulia, di assenza dal parquet che l’hanno condannata a un break di 15-0 pesantissimo e al KO.

Ecco, nei consueti #analytics post match, i tre numeri chiave della sfida di ieri.

50, 15: sono i punti subiti da Reggio nei due quarti agli antipodi del match e quelli del break della Germani in 3′ di quarto parziale, che alla fine hanno regalato la vittoria ai padroni di casa. Pronti-via le sei bombe di Abass, Vitali e Hamilton hanno messo in ritmo e in fiducia tiratori importanti che, lungo l’arco del match, poi sei costretto a “portarti in giro” in fiducia (vedi poi la tripla dello stesso Abass da sette metri a 1′ dalla fine, decisiva).
Ma quei 50 punti sono pesanti come macigni così come almeno 8 delle 12 messe a segno da Brescia. Va da sé, infine, che il 15-0 sia stato devastante per il momento in cui è arrivato, ma questo non serve che ve lo diciamo noi.



2: i punti segnati da Reggio nel quarto parziale nei primi 7′. Certo, la gara è stata persa in difesa quando il quintetto piccolo di coach Diana ha costretto a quella difesa sul pick&pop Sacchetti-Cervi dove fisiologicamente la Grissin Bon è andata in difficoltà, ma in attacco – dopo il libero del tecnico sbagliato da Butterfield e conseguente facile appoggio da sotto non andato a segno della stessa guardia – i biancorossi hanno completamente perso fiducia in quel che avevano fatto per 30′.
Questo però ci preoccupa poco poco, perché fa parte di quegli aspetti che migliorano con il crescere della fiducia della squadra in se stessa. Pertanto decisivo ieri sì, ma punto e a capo.

36-30: sono rispettivamente i tiri da 2 e da 3 tentanti dalla Grissin Bon. Perché sottolinearlo? Perché quel che è stata sempre indicata come una formazione perimetrale e dalle capacità balistiche dai 6.75 di alto profilo, con Sassari e Brescia ha mostrato una capacità e volontà di andare sotto dai lunghi, capacità che le sta dando una dimensione importante. Parola chiave: equilibrio.
Reggio va sotto e i lunghi producono, sono pericolosi, vanno rispettati. Se accade questo si apre il perimetro e lì davvero non vorremmo essere nella squadra che deve recuperare su un Butterfield, Ledo, De Vico, Llompart liberi sull’arco.
Facile no? No, ma i ragazzi di coach Cagnardi stanno mostrando voglia e lucidità nel farlo. E spesso gli è riuscito molto bene.