Poco da dire in una gara dove Reggio gioca male, senza lucidità e con scarsissimo animus-pugnandi ad eccezione della prima parte di 3° quarto.
Cremona domina la Unaholtes e lo fa per la terza volta in stagione (tema da analizzare dal punto di vista dell’accoppiamento tecnico con la squadra lombarda) e vince sotterrandola sotto 30 punti che – per quanto visto – rappresentano il giusto specchio del match.
Di certo il 16-44 di parziale dal 25′ al gong rappresenta qualcosa di difficilmente spiegabile se non tramite una totale arrendevolezza.




Ecco gli Analytics della gara di ieri all’Unipol Arena.

1: come il numero di gare dove Reggio ha veramente mollato gli ormeggi in stagione. Forse due, non a caso quella con Cremona all’andata di Supercoppa. Ma poco cambia. Questo per dire che al di là della giusta presa di coscienza di quanto non è andato ieri e dei problemi possibili della squadra, questa sconfitta non è altro che “una sconfitta”.
La squadra ha dimostrato di avere ben altro dentro e per questo non riteniamo la partitaccia senza giustificazioni di ieri un metro di paragone o una pietra angolare per prendere decisioni, fare analisi assolute o valutare come “scarsa” la formazione reggiana.
Le attenuanti ci possono essere, anche se – siamo onesti – la Unahotels di ieri non ci è parso abbia preso 30 punti perché stanca o col fiato corto come a Pesaro, ma “le abbia prese” sul campo. Fine. I drammi vadano ad albergare altrove perché qui non ha senso alcun farne. Cosa vi sia dentro questa truppa biancorossa è ben noto ormai e tredici gare positive non vengono macchiate da una o due negative. Il resto è strumentalizzazione di pensieri. O prostituzione intellettuale, diceva uno bravo ad allenare nel calcio.

1: primo aspetto che secondo noi si conferma un problema, un reparto lunghi corto. Dopo la buona gara contro Treviso, il copione di ieri è tornato allo standard, vale a dire Elegar fondamentale ma solo.
Johnson ormai non sappiamo più come inquadrarlo e riteniamo un giocatore poco utile al tipo di reparto che si è costruito se non inizia a rendere realmente. Fa sempre scelte sbagliate, quando deve sfruttare il dinamismo offensivo gioca solo in area, quando deve difendere è passivo, quando deve dare una scossa seguendo le orme del compagno che è gravato di falli (per noi errore anche quello di Martino il togliere Elegar sul 40-41 a rimonta che infuriava nonostante il 3° fallo, ma col senno di poi è facile…) inizia a vagabondare per l’attacco. Johnson non ci sta piacendo per niente, inutile girarci intorno. O gli si sta addosso o si fanno scelte differenti.



Il problema è che anche Momo Diouf ha passaggi a vuoto oggettivamente preoccupanti. In quindici gare è cresciuta la sua consapevolezza tecnica ma non ci pare abbia fatto progressi come letture e nel saper stare in campo, in difesa e in attacco. E allora il reparto è tutto su Elegar, che prima o poi sarebbe incappato in una giornata no come falli. Senza Cham da poter buttare dentro per provare a sparigliare le carte, ora come ora per noi questo reparto è molto carente.

2:secondo aspetto che inizia a destare qualche preoccupazione, ma questo era noto, è la dipendenza da Taylor come carisma e leadership tecnica. C’è Bostic, è vero, ma il buon Josh vive e muore per suo conto: se si accende si porta dietro la squadra, ma non è quello che te la tira fuori dal baratro. Taylor è la Unahotels e la pochezza di ieri, con un tabellino falsissimo, dimostra come forse quello che avrebbe dovuto rappresentare Blums e che dovrà trovare un altro protagonista sarebbe stato importante; un leader di back-up a Taylor.
Attenzione, inserire un giocatore ingombrante temiamo possa generare problemi differenti, tipo il togliere sicurezza a Candi, pertanto la scelta è importante, delicata, e non va fatta con l’ansia di inserire.
A parer nostro non va inserito il miglior giocatore disponibile tecnicamente ma il giocatore perfetto per non rompere gli equilibri che sono buoni, al di là del KO netto di ieri.