La disgustosa esibizione di violenza premeditata perpetrata ai danni dei tifosi reggiani ieri sera ad Atene ad opera di un gruppo di ultras dell’AEK non porterà – con tutta probabilità – a conseguenze sotto l’aspetto sportivo per il club greco.

La società reggiana aveva chiesto a Fiba di non disputare il match, ma le norme prevedono che seppure i fatti siano avvenuti all’interno del palazzetto, se non vanno a toccare direttamente addetti ai lavori, arbitri e giocatori la gara si debba giocare. Pena? La sconfitta 20-0 a tavolino e penalizzazioni in classifica.

Pallacanestro Reggiana ha immediatamente segnalato quanto avvenuto agli organi competenti e – da quanto si apprende – la BCL ha avviato un procedimento disciplinare e legale per fare maggiore chiarezza sull’accaduto.

Questo dovrebbe portare – secondo situazioni analoghe del passato – a provvedimenti di carattere economico per il club greco e sanzioni quali il disputare gare a porte chiuse. Ma per avere la certezza occorrerà attendere il termine della sopracitata indagine del Board della competizione continentale.

Intanto i quattro ragazzi feriti (alcuni sembra non banalmente) che hanno dovuto ricorrere a cure ospedaliere nella capitale greca, rientreranno in Italia a stretto giro.