domenica, Giugno 23, 2024
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Andre Drummond si autodefinisce il “Re dei rimbalzi”

Andre Drummond, attualmente in forza ai Chicago Bulls e con due selezioni all’All-Star NBA alle spalle, ha lanciato una dichiarazione audace che ha fatto discutere l’intero mondo del basket. Durante la sua recente apparizione a The Comfortable Pod, Drummond ha espresso la sua convinzione di meritare un posto nella prestigiosa Naismith Basketball Hall of Fame, principalmente grazie alla sua abilità nel catturare rimbalzi.

Con una carriera NBA che si estende per un decennio, Drummond ha dichiarato: “Guardando indietro a tutto ciò che ho conseguito, sento di avere tutte le carte in regola per essere ammesso nella Hall of Fame. Direi che sono abbastanza sicuro di essere tra i primi 20 candidati futuri per la Hall of Fame. Le mie probabilità sono alte.”

Ma la dichiarazione che ha davvero acceso il dibattito è stata: “Mi considero il più grande rimbalzista di tutti i tempi.” Questa affermazione ha inevitabilmente sollevato sopracciglia, soprattutto considerando leggende del rimbalzo come Moses Malone, Karl Malone, Dennis Rodman, Wes Unseld, Tim Duncan, Wilt Chamberlain e Bill Russell.

Andre Drummond può vantare numeri incredibili

Tuttavia, non si può negare che i numeri di Drummond siano impressionanti. L’ex pilastro dei Detroit Pistons vanta una media di 12.7 rimbalzi per partita in carriera, piazzandosi al decimo posto nella storia NBA, superando giocatori del calibro di Elvin Hayes, Moses Malone, Charles Barkley, Dwight Howard e Shaquille O’Neal. Inoltre, ha conquistato il titolo di miglior rimbalzista della stagione NBA per ben quattro volte. La sua performance più notevole è stata nella stagione 2017-18 con i Pistons, quando ha registrato una media di 16 rimbalzi a partita, un traguardo che non si vedeva dai tempi di Dennis Rodman.

Dopo essere stato il punto di riferimento a Detroit, Drummond ha assunto ruoli diversi con squadre come i LA Lakers, Cleveland Cavs, Philadelphia 76ers e Brooklyn Nets, prima di approdare a Chicago nel 2022. Nonostante i cambi di maglia, la sua presenza sotto canestro è sempre stata inconfondibile.

Mentre il tempo dirà se Drummond guadagnerà effettivamente un posto nella Hall of Fame, una cosa è certa: la sua abilità nel dominare i tabelloni rimarrà impressa nella storia della NBA.

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