venerdì, Giugno 14, 2024
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Andrew Wiggins tra i possibili partenti dei Warriors

Ah, signore e signori, lasciate che vi parli di una saga che sta infiammando il calciomercato della NBA! Presentiamo i Golden State Warriors, dodicesimi nella classifica come se fossero un attaccante in crisi di gol, con un record che urla “crisi” a squarciagola, tra un 17-20 che fa storcere il naso anche ai tifosi più ottimisti. Il dramma? Questo team è fuori anche dal play-in, nonostante si trascini dietro il monte stipendi più caro e più tassato dell’intero campionato. Che faccenda, miei cari!

Ed ecco che sale in cattedra l’esperto di mercato Shams Charania di The Athletic, un profeta del calciomercato, che ci svela un orizzonte tempestoso per i guerrieri di San Francisco. Egli profetizza che, tranne il semidio del palleggio Stephen Curry, tutti – ma proprio tutti – i giocatori dei Warriors potrebbero essere considerati “merce di scambio”. Sì, avete sentito bene, anche i semi-divini Klay Thompson e Draymond Green! Eppure, amici, Charania ci lascia una porta aperta, un asterisco del destino: la situazione è fluida, tutto può succedere.

Sprofondiamo ora nelle disavventure di Thompson, il cui tiro da tre punti sembra aver perso la via della retina, una stagione da dimenticare, un calvario sportivo che lo perseguita. E che dire di Green? Quell’energumeno della difesa, sospeso a lungo, ha persino sfiorato l’idea del ritiro. I sussurri nel mondo della palla a spicchi ci dicono che questi due potrebbero non essere pilastri eterni della dinastia guerriera.

Andrew Wiggins, l’ala che ha conosciuto l’ebbrezza del titolo, è ora un nome che si fa strada nelle voci di corridoio, possibile partente prima dell’8 febbraio. Non siamo soli in questa danza delle ipotesi; ci sono anche i giovani leoni Jonathan Kuminga, che ha stregato il cuore del proprietario Joe Lacob, il promettente Brandin Podziemski e Trayce Jackson-Davis. Curioso, tuttavia, come Moses Moody rimanga nell’ombra, non citato tra quelli in rampa di lancio. Sia Kuminga che Moody hanno manifestato il malcontento per il poco spazio ricevuto, ma pare che a Oakland non vogliano sentire parlare di contratti faraonici che imprigionino il futuro.

Amici, questo ci porta a scartare dal tavolo della trattativa mostri sacri come Zach LaVine dei Bulls, le cui catene contrattuali sono troppo pesanti da sostenere. E che dire di Dejounte Murray? Un altro campione che porta sulle spalle un impegno di quattro anni per un tesoro di 114 milioni di dollari. A noi pare un’affare poco allettante per i nostri Warriors.

Ma ecco un nome che risuona più dolce alle orecchie dei tifosi degli Warriors: Pascal Siakam, l’ala forte dei Raptors, nel pieno di un contratto in scadenza. Un colpo da maestri, un affare che potrebbe avere un senso. E non posso escludervi le sorprese, quelle che nascono dalle ceneri dell’inaspettato: Chris Paul, Kevon Looney e Gary Payton II, tre nomi che potrebbero balzare fuori come un jack-in-the-box quando meno ve lo aspettate.

In conclusione, il palcoscenico del calciomercato NBA è pronto per un’opera di Shakespeare, con colpi di scena, drammi e possibili rinascite. Restate sintonizzati, perché il sipario sui Golden State Warriors è tutt’altro che chiuso!

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