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La fine dell’era Kevin Hervey: la Unahotels Reggiana dice addio al giocatore statunitense

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kevin hervey
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In un mondo del calcio dove la coesione di squadra e l’armonia nello spogliatoio sono fondamentali, ci giunge notizia che la Unahotels Reggiana è pronta a voltare pagina su uno dei suoi protagonisti più discussi di questa stagione: Kevin Hervey. Il talentuoso cestista statunitense, che aveva iniziato a scrivere la propria storia nel basket italiano con la maglia della Virtus Bologna, si trova ora a un bivio della sua carriera in Italia.

Francesco Pioppi, giornalista de Il Resto del Carlino, ci porta notizie direttamente dalle alte sfere della Unahotels Reggiana. Il General Manager Claudio Coldebella ha gettato acqua sul fuoco delle speculazioni confermando senza ombra di dubbio che Hervey non sarà più parte del progetto del club. Anche coach Dimitris Priftis, con un lapidario “È finita”, ha messo il sigillo su questa decisione.

Dopo un anno di stop dovuto a un infortunio, Hervey era tornato sui parquet italiani, facendo subito vedere di che pasta è fatto. In 18 partite ha lasciato il segno con una media di 15.7 punti, impreziosita da 5.5 rimbalzi, 1.4 recuperi e 1.5 assist in 25.6 minuti di utilizzo. La sua mano da tre punti, ferma al 39.9%, era un’arma non trascurabile per la squadra.

Quella su Kevin Hervey una decisione forte

Tuttavia, nonostante gli indiscutibili numeri, qualcosa nel rapporto tra il giocatore e il club si è incrinato. La scorsa domenica, nella sconfitta contro la Bertram Derthona, Hervey ha giocato soli 13 minuti sul parquet, senza incidere nel punteggio. Alla domanda sul perché avesse limitato il suo impiego, coach Priftis ha risposto che con lui in panchina la partita è stata più equilibrata, lasciando intendere una scelta tecnica che, tuttavia, non ha evitato la sconfitta.

Non è la prima volta che si percepiscono segnali di una possibile frizione tra Hervey e l’ambiente della Unahotels Reggiana. Già in precedenza, il giornalista Pioppi aveva accennato a comportamenti del giocatore che, nonostante gli allenamenti a porte chiuse, hanno iniziato a emergere, forse creando malcontento all’interno del team.

Ciò che emerge da questa vicenda è un quadro complesso, dove le prestazioni in campo non sempre sono sufficienti per garantire la permanenza in una squadra. Il basket è un gioco di squadra e, spesso, il singolo deve saper trovare il proprio spazio all’interno di un meccanismo collettivo ben oliato. Kevin Hervey, con il suo talento indiscutibile, si ritrova adesso a fare i conti con una realtà che va oltre i numeri e le statistiche: quella di dover trovare una nuova casa cestistica dove poter esprimere al meglio le proprie qualità, in un ambiente che sappia accogliere anche il suo modo di essere atleta e compagno di squadra.

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